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giovedì 17 ottobre 2013

A pizza co' pummaroru n'coppa!



Ebbene si, mi sono data anche io all'arte bianca: dal mio forno escono brioche, pizze, pani.. a volte molto buoni ma la cui fragranza non dura che un giorno, brutti e non buoni e così così.. Insomma, è un'arte che richiede pazienza, tempo e, a mio modo di vedere, silenzio.
Si, perchè è bello godere dell'esperienza dell'impasto che si "accorda" sotto le mani.
E' bello mettere amore in ciò che si fa, pensando alle persone per cui state preparando la pizza, una per una. E' bello immaginare il gusto, le risate, la soddisfazione.
Ma vi avverto: dopo il silenzio preparatevi all'ondata di complimenti, perchè ho scovato delle ricettine spettacolari!

Quella che vi presento oggi viene da questo sito: http://vivalafocaccia.com/.
Vittorio è molto bravo ed estremamente chiaro.. se ce l'ho fatta io ad avere una pizza come quella della pizzeria, allora ce la può fare chiunque!
Ho anche comprato la pietra refrattaria, con neanche 20 euro mi sono garantita giuoia perpetua, o almeno ogni volta che apro il forno!
In particolare, io ho seguito questa versione qui: http://vivalafocaccia.com/2010/06/05/pizza-ricetta-napoletana-con-il-lievito-naturale-casa-impasto/.

Mi raccomando, seguitelo passo passo e non avrete problemi! Anzi, vi dirò di più: io ho anche congelato i panetti e poi, se la sera avevo in mente di fare una bella "pizzata", li tiravo fuori dalla mattina e li lasciavo scongelare in frigo, nel ripiano più basso.
Il risultato, per quanto le foto non siano perfette, mi sembra soddisfacente, no? =)
Fatemi sapere dei vostri esperiementi!
A presto e buona pizza a tutti!



lunedì 21 gennaio 2013

I Pici per l'MTChallenge!



Non avevo mai fatto la pasta a mano.. e ora so perchè..
Quando ho letto la nuova sfida dell'MTChallenge ho pensato "non ja posso fare". 
Poi la semplice osservazione della foto è diventata curiosità, la curiosità è diventata ossessione, l'ossessione vera e propria cupidigia! In più  da un bel po' di tempo stavo covando un senso di rivalsa,rancore, invidia e gelosia nei confronti di una trattoria dove tutto, rigorosamente fatto in casa, era talmente buono e ben fatto che il mio ragazzo aveva l'espressione stabile in modalità "estasi". In quel tavolo sentivo la canzone "e io tra di voi", dove il "voi" erano lui e la pasta! Grrr!
Allora ho detto "Ok, basta, devo fare anche io la pasta in casa".
Quindi mi sono messa lì, brava brava a studiare i Pici della Patty, sapevo tutto a memoria, mi sentivo carica,preparata, invincibile! 
Da quel momento in poi è cominciato il mio stream of consciousness, che manco Virgian Woolf:
"La ricetta però è per quattro persone, noi siamo sei, e mangiamo per otto, ce la farò a gestire un impasto raddoppiato?"
"Brava forchettina, mescola mescola, rimandiamo il momento in cui dovrò mettere.. le mani in pasta"
"Ok, io vado eh? Allooora, impasto di qui, amalgamo di lì.. oddio, ma è tutto troppo umido, si appiccica, non mi molla, aiutooo!"
"Niente panico, aggiungo un po' di semola, che sarà mai, Patty dice che alla pasta devi volere bene, non arrabbiarti, no?  Ok, prendiamo la sem.. dov'è la semola?? Mammaaaa! perchè fai ordine ADESSO, perchè??"
"Ok, semola presa.. ma guarda un po', la pasta diventa morbida e malleabile.. ma che bella sensazione.. la pasta avrà capito che le voglio un po' bene?"
"Mmh.. ma devo impastare solo per dieci minuti?? Ma io mi sto rilassando tanto, non vorrei più smettere!!"
Insomma avete capito, la fase dell'impasto nnnn'è stata male.. Al momento di tirare la pasta, però, nuove paturnie in vista:
"Qui non si tira niente, forse ho spolverato le strisce con troppa semola, perchè scappa tutto enon si arrotola niente!"
"Ok, bagniamo un po' le mani.. ah ecco, così va bene.. ah anvedi un po' sta pasta che elastica, si fanno certi fili luuunghi!"
"Eh ho capito, ma io qui mi sto annoiando, è sempre la stessa storia, tira di qui, tira di lì, c'ho otto persone a pranzo, la mia vita finirà qui, in questa cucina?? Aiuto!!"
Insomma alla fine ho comunque stirato mezzo impasto, il resto è ancora lì,che mi guarda arrabbiato e indispettito.
Oh, io c'ho una vita, ti vorrò anche bene pasta mia, ma le nostre strade qui si separano!
Anche perchè il benvenuto al mio ragazzo è stato "E' tutta colpa tua! Tua e di quella trattoria del cavolo!!".

Come dite? volete sapere se c'è stato almeno un piccolo happy ending? Bè, se il fatto che tutti hanno apprezzato la consistenza callosa e il gusto casereccio e tenero si può definire un successo.. Si, ho fatto centro! Grazie Patty!!

Per la ricetta dei Pici, vi rimando direttamente da lei, in quella pagine che ho studiato con tanta devozione.

Per quanto riguarda il condimento, ecco cosa vi servirà (dosi per otto persone):

500 gr di tritato di carne
1 kg di broccoli
1 cipolla bianca
2 bicchieri di vino bianco
olio
sale

Mettete dell'acqua in una pentola e, quando bolle, immergete i broccoli per dieci minuti.
In una padella fate imbiondire la cipolla tagliata sottile con un cucchiaio d'olio, a fuoco basso, mi raccomando. Poi sfumate due cucchiai di vino bianco e versate tutta la carne. 
Quando questa sarà cotta, scolate i broccoli e amalgamateli nella padella. Copritela fino a quando la pasta non sarà pronta per essere condita. 

lunedì 31 dicembre 2012

Auguri in rima e un pane augurale!



Di auguri chiassosi non me ne importa niente
Ogni anno con gran fragore ne fa senza pensarci troppa gente.
Invece io sto qui nel silenzio della mia cucina
e mi invento una speziata formula magica così, in sordina.
Scelgo un pane dolce, simbolo della quotidianità,
Poi la mano sceglie l'arancia, simbolo di gioia per il futuro e grande prosperità.
Ma il passato non voglio lasciar senza lodi,
Lo ricordo con la cannella e del garofano i chiodi.
Non pensate che sia tutto lì, 
manca ancora ciò che fa magico tutto l'anno
Che se no sarebbe solo un grande affanno!
E' l'Amore,
Quello immenso, meraviglioso e prorompente
che vi auguro aggiungendo al mio pane tanto cioccolato fondente!



                                      

Eh già, per More Sugar Than Sense questo è il primo Capodanno, e gli auguri non si potevano che fare in cucina! Ho pensato a questo pane dolce e mi sono fatta guidare da ciò che auguro a tutti, con ingredienti  aggiunti per l'occasione. Ho dato una forma a treccia e l'ho decorata, per decorare la tavola il giorno di Capodanno. con l'impasto avanzato ho fatto una ghirlanda da appendere all'Albero.. un po' in ritardo ma non sarei io se non ci pensassi all'ultimo secondo! ;)
Un pane molto profumato, che vi consiglio di riscaldare prima di gustare.. così buono che mi sono commossa!! =)
Auguri!!


Per questo pane una volta ho usato il lievito di birra ed ho atteso che lievitasse, un'altra invece ho usato il lievito in polvere istantaneo, quello per pizze insomma. Ovviamente con quest'ultimo il prodotto finale sarà diverso: meno morbido ed areato, ma sicuramente più adatto ad essere tostato. Sono buoni entrambi, dipende da ciò di cui avete voglia in quel momento =)

Pane dolce all'arancia e cioccolato
1 cubetto di lievito di birra (o una bustina di quello istantaneo per pizza, come ho detto sopra)
250 ml latte tiepido
100 gr zucchero
70 gr burro a temperatura ambiente
1 cucchiaino di sale
2 uova grandi
1 kg di farina
1 fiala di essenza d'arancia (abbiamo detto per celebrare il futuro eh, pensateci quando l'aggiungete!)
Cannella e  polvere di chiodi di garofano a piacere (io non volevo sentirli troppo quindi ne ho messo solo un pizzico.. voi abbondate pure se volete ricordare di più il vostro passato =P)

Per il ripieno
cioccolato fondente a scaglie (almeno 200 gr.. abbondate che di Amore non ce n'è mai abbastanza! =)

Sciogliete il lievito nel latte e lasciate per 5 minuti.
Cominciate ad impastare lo zucchero con le uova ed il burro a tocchetti. Aggiungete il latte con il lievito. Poi pian piano la farina ed il sale (quest'ultimo è meglio metterlo solo adesso e non prima, altrimenti andando a contatto con il lievito potrebbe inibirlo).
Deve risultare un impasto morbido ma non appiccicoso: se non dovesse staccarsi bene dalle pareti aggiungete un po' di farina.
Coprite con un panno umido in forno spento, ma che avrete preriscaldato a 50°, per un'ora.
Stirate poi la pasta, tagliate tre strisce belle larghe e mettete le scaglie di cioccolato. Create una trecciona attaccando bene le estremità con un po' di latte e ponete in forno per venti minuti.




martedì 18 dicembre 2012

Donuts Anyone?



"Me li hai portati i Krispy Kreme??" chiede la mia amica speranzosa, al mio ritorno da Londra.
Se mi avesse vista, con due valigie,uno zaino ed un pacchettone (neanche contenente regali ma niente-popo-di-meno-che... pieno di sciarpe.. la valigia s'era ristretta sicuramente, perchè all'andata ci stava tutto, al ritorno NO.. capita anche a voi?)  non mi avrebbe fatto questa domanda..
Ma la sua faccina intristita m'ha fatto così dispiacere che ho esclamato, tutta contenta "MA TE LI FACCIO IO!!".
Ho infatti una ricetta spaziale che conosco da quando ho memoria, visto che mia mamma faceva queste ciambelle spesso quando ero bambina, per la gioia dei miei amici e di noi, suoi pingui figlioli (e te credo! Con tutto sto ben di Dio sempre in giro pppe casa!!).
All'epoca si chiamavano ciambelline, che di Donuts non se ne sapeva neanche l'esistenza, e tutt'oggi nella mia famiglia sono conosciute come le ciambelline di Gio.. eh già, perchè cascasse il mondo, queste fragranti rotondità erano immancabili anche ad ogni mio compleanno, attese e accolte meglio della festeggiata,  torta di compleanno =P
Quanto erano belli quei compleanni, Febbraio quel giorno profumava di sole e io stavo lì a guardare mia mamma che tutta allegra friggeva queste piccole delizie.. ogni volta che ne mordo una tutt'ora, "assaggio" quelle giornate di festa!
Tutto bellissimo, direte voi, ma alla fine le hai fatte ste benedette ciambelline? Eh già, però, quando mi sono offerta di prepararle da sola, non sapevo in quale operazione rocambolesca mi fossi appena messa.
Oh no, non per le ciambelline-donuts, che sono facilissime, ma.... per la mia famiglia.
Eh già, ritorna lei, grande protagonista di questo blog nonchè della mia vita, leit motiv di tutte le mie avventure più incasinate, mia croce e delizia, turbolenta ed affollata presenza nei miei giorni.. bè insomma, avete capito.
E allora torno a casa subito dopo pranzo, gli ingredienti ci sono tutti, la cucina mi aspetta,apro speranzosa la porta  e mi sento quasi in quel film, Jumanji, dove Robin Williams apre la porta della stanza da letto e si trova davanti leoni ed elefanti imbizzarriti.
Solo che qui è peggio: nipote di sette mesi che mi tende le mani al suono di un fragoroso giocattolo canterino ("la prendo o spero che, gattonando, non si tiri addossoil Benjamin Ficus??"), il fratello 9enne che, tornato da scuola, ha un improvviso raptus di secchionaggine e deve fare i compiti in cucina e gli serve spazio, la sorella 12enne con mal di testa da diva deve riposare in vista della prossima recita concerto (se legge "recita" dice che è da poppanti e m'ammazza), un'amica di mia mamma venuta a prendere un caffè... e la mia amica che veniva alle quattro! In risultato era, tra le altre cose, una me itinerante con la stufa in una mano e l'impasto nell'altra per trovare un posto dove ricreare un ambiente idoneo per la lievitazione.. una pazza! =)
Ma il risultato è stato buonissimo, la mia amica è stata contenta ed io ho accusato solo un leggero mal di testa a fine serata ;)

Se posso dire la mia, quelli con la glassa semplice colorata di rosa sono anche meglio di quelli al cioccolato, perchè si sente di più l'impasto croccante e zuccheroso =)

Ingredienti 

35 gr di burro ammorbidito

350 gr farina 00
300 gr di patate cotte
3 cucchiai di zucchero
25 gr lievito di birra
6 gr sale
2 uova medie a temperatura ambiente
1 cucchiaino di estratto di vaniglia (facoltativo)


per la glassa

150 gr di zucchero a velo (più 5 cucchiai da aggiungere alla glassa rosa)
acqua calda qb
20 gr di burro
50 gr cioccolato fondente 
zuccherini colorati

Mescolare insieme tutti gli ingredienti (sbriciolando il lievito per unirlo agli altri ingredienti e poi stando attenti che si sia amalgamato bene col resto) 

Spennellate una ciotola con del burro e mettete l'impasto ottenuto. Fate lievitare per un'ora e mezza. Dopo, spolverate con abbondante farina il piano da lavoro, rovesciatevi sopra l'impasto, date una veloce impastata nuovamente e stendete ad uno spessore di un centimetro. Se non avete un coppapasta andrà benissimo anche una lattina di pomodori pelati aperta o una tazza dai bordi ben infarinati e per fare il cerchio interno un tappo delle bottiglie! 
Mettete le ciambelle in una teglia ricoperta di carta da forno. Rimpastate pure i ritagli e ricominciate fino ad esaurire la pasta. Fate lievitare per altri 40 minuti e poi friggete in abbondante e caldo olio di semi per pochissimi secondi da un lato e dall'altro e mettete le ciambelle a fare asciugare su un piatto coperto di carta assorbente.
Dopo di che, prepariamo la glassa: sciogliete il burro e mischiatelo allo zucchero. Aggiungete acqua quanto basta a creare un composto non troppo liquido  Dividetelo in due parti: in una aggiungerete i 5 cucchiai ulteriori di zucchero a velo e il colorante, nell'altra il cioccolato fondente sciolto.
Quando le ciambelline saranno tiepide, immergetele nelle glasse e se avete zuccherini colorati spargeteli subito sopra, perchè se la glassa si fredderà troppo, non si attaccheranno più!
Buon appetito!!

mercoledì 10 ottobre 2012

Frolla al mais per biscotti e crostate golose!


Qui a Londra si respira addirittura aria di primavera, anche la sera, quando meno te l'aspetti.
E mi invento le occasioni per ridere un po' anche da sola soletta, tipo che ieri la ragazza con cui condivido la casa aveva dimenticato che il padrone di casa tornava nella sua legittima proprietà e mi ha scaraventato fuori dal letto urlando  "George heeeelp! There's somebody at the doors!!" (il mio nome non lo impareranno mai temo).
E rido perchè non solo lui, con quella voce da Babbo Natale "oh-oh-oh-it's me!" non ha spaventato manco me, e poi perchè nell'emergenza di tranquillizzarla ho cominciato a parlare italiano. Me ne sono resa conto quando mi sono chiesta " Ma perchè ancora ha il terrore negli occhi??".
E poi, non è per farmi i fatti loro eh, ma dove corrono sempre?? Io capisco nei giorni lavorativi, siamo tutti a prendere coincidenze, metro, bus, mongolfiera, qualsiasi cosa. Lo capisco.
Ma nel weekend?? No, davvero, ma ndo vanno?? Rilassarsi no eh?
E comunque tornerò una selvaggia, che qua spintone a te, vita mea..
E la domenica, me lo dite dove vanno con tutti quei bouquet? Io pensavo che nei film romanzassero un po' la cosa, invece evidentemente si tirano fiori dietro come se non ci fosse un domani (oltre selvaggia, tornerò anche più romantica).
E poi c'è questa storia di dire ad ogni piè sospinto "Thank you, thank you".
Anche quando la tipa ti riprende perchè hai fatto una ciofeca che non avevi capito che cavolo voleva. "Sei una stupida, te l'ho già detto, ma non capisci??".. Ok, non erano le esatte parole ma se esistono le espressioni un motivo ci sarà. Thank you n'par de ciufoli!
Evvvabbbè, che vi devo dì.. sono un popolo di homini correns, pignoli e pieni di fiori.. Ognuno.. =)

Questa frolla viene dal blog Cook&theCity di Sara e... fatela pleeeease (eh, la mia vena british) perchè è friabile, rustica e profumata da morire!
Sara la propone con un ripieno buonissimo. La mia idea geniale (modestia e simpatia portatemi via) risiede nell'aver aggiunto pasta di pistacchio invece delle pere.. se optate per questa, siate generosi ed aumentate di poco poco il miele da aggiungere. Dal momento che il pistacchio deve sentirsi, mettete un miele neutro.




Frolla al mais
Farina 00, 220 gr
Mais fioretto (o la più fine che trovate), 80 gr
Burro, 150
Zucchero al velo, 120
Uova, 4 tuorli (nella ricetta originale 3)
Rum, 1/2 bicchierino
Lievito per dolci, 1 cucchiaino raso
Sale, 1 cucchiaino

Ripieno
Ricotta di pecora, 350 gr
Panna da montare, 100 gr
Miele, 2 cucchiai colmi (o a gusto)
Vaniglia, semi di una bacca polposa
Rum, 1 bicchierino
Pere William sciroppate, 3 pere (omesse)
Cannella, 1 cucchiaino (omessa)
2 cucchiai di pasta di pistacchio

Montate burro e zucchero al velo; unite, poi, i 4  tuorli, uno alla volta, poi il rum.
Mischiate le farine insieme al sale e al lievito per dolci e disponetele a fontana su una spianatoia. Lavorate velocemente la frolla. Sara dice che la farina di mais ha un livello di assorbimento minore rispetto alla farina di frumento, nel caso risulti troppo morbida aggiungete un pizzico di farina bianca in più ( a me infatti è successo). Avvolgete la frolla in una pellicola e lasciatela in frigo almeno 2 ore (io tutta una giornata, l'ho fatta con moolta calma).
Per il ripieno, lavorate la ricotta con il miele, i semi della bacca di vaniglia e la cannella. Aggiungete le pere (se le avete previste) o la pasta di pistacchi.  Montate la panna e aggiungetela delicatamente, senza smontarla, dal basso verso l’alto.
Fate riposare il ripieno in frigo per 1 ora.
Riprendete la pasta e stendetela non troppo sottile (a  me piace molto sia molto presente, quasi invadente =). Foderate una teglia (24 Ø), imburrata e infarinata, e riempitela con il ripieno di ricotta. Coprite con un’altro disco di pasta.. Se volete potete decorare la torta con i ritagli di pasta avanzata (come ho fatto io) oppure distribuire dello zucchero semolato. Infornate a 180° per 40 minuti circa o fino a doratura della torta.


mercoledì 13 giugno 2012

Torta esplosione.. di primavera



Inserisco al volo la torta che ho "partorito" per la Cresima di mia nipote.. 
Eh già, è stato un vero è proprio parto, con annessi dolori ENORMI.. Ok ok, non esageriamo, ma la torta non doveva assolutamente essere questa, doveva essere un Bouquet di Rose... Ma la pasta di zucchero non si decideva a diventare delle romantiche roselline, il cui numero peraltro si aggirava attorno alle quaranta ALMENO... 
Q-u-a-r-a-n-t-a... Forse la pasta di zucchero s'è spaventata...
In realtà credo che il caldo non m'abbia aiutata, fatto sta che sono uscita correndo a braccia al cielo urlando AAAArgggHHHH fino al negozio di articoli per pasticceri più vicino (sotto il solo cocente di mezzogiorno.. è arrivata l'estate, si...) chiamando mia sorella nel frattempo sproloquiando ... ehm.. benedizioni per la piccola.. Altro che la Cresima, di quante gliene ho mandate era già pronta per il matrimonio =P
Che poi, volendo essere precise, lei non c'entra, sono io che mi sono proposta.. non avrei mai dovuto.. 
Vabbè dai, la torta tutto sommato è carina, no? (Sto facendo tutto io, sto parlando sola =) 
E poi Madreh l'hai chiamata "esplosione di primavera", a me pare n'esplosione E BASTA.. ma chi sono io per contraddirla? =P

La torta che sta sotto "l'esplosione" è questa, la pasta di zucchero è questa.. per le roselline.. correte urlando AAArgghhhHH dal vostro negozio di articoli di pasticceria di fiducia =P


lunedì 11 giugno 2012

Pollo in salsa agrodolce



Ah.. La Cina… Non avrei mai pensato che questo Paese avrebbe avuto un posto così importante negli ultimi cinque mesi della mia vita, e invece l’ho odiata.. Avete presente un arto fantasma? Quello che non c’è più ma che senti, che ti procura dolore, a cui pensi anche se lui ormai non c’è più? Ecco, il mio stava in Cina.

E poi l’ho amata. 
Ancora una volta la porta s’è spalancata dalla cucina. Da un ristorante in cui mi sono ritrovata spesso, in cui ho riso, ho riflettuto, ho goduto di ottima compagnia parlando di smoking e di periodi bui al liceo (dicasi anche "adolescenza"), aspettando un piatto caldo e sfrigolante ed illudendomi che tutto il mondo fosse racchiuso lì, nella certezza matematica che avevo ordinato pollo in agrodolce, e che quello avrei avuto, punto. 
Zero sorprese, zero complicazioni, con una minima spesa ti convinci, almeno per un po’, che la vita sia rassicurante e protettiva..
Insomma, niente che un buon analista non possa fare, solo che qui è pressoché gratis. (Concedetemi lo stacco scemo, io stessa a rileggere mi stavo tagliando le vene...!).

Questo pollo non è proprio uguale a quello che mangio di solito (leggi:molto meno fritto.. il fegato ringrazia!), ma è molto buono, mi piace da morire trovare i pezzettini di ananas a dare freschezza alla salsa scura, densa e saporita..
Bon Appetit!

Pollo in salsa agrodolce ( Dal sito GialloZafferano)

800 gr di pollo
olio di semi
2 peperoni rossi
3 fette di ananas
Per la salsa
500 ml passata di pomodoro
100 ml aceto di vino bianco (io 150, sentire l'aceto mi piace tanto...)
100 ml acqua
un grosso pizzico di sale
5 cucchiai salsa di soia
160 gr zucchero
1 cucchiaio raso di farina (io uno e mezzo)

per la pastella

250 gr acqua
150 gr farinaa
1 cucchiaio di lievito di birra disidratato

Mettete su fuoco moderato la passata di pomodoro, l'aceto, l'acqua , il sale, lo zucchero e la salsa di soia. Lasciate dieci minuti, poi aggiungete la farina, setacciandola nel frattempo (non barate se no non vi libererete più dei grumi). Mettete da parte.
Per la pastella, mescolate con una frusta l'acqua, la farina ed il lievito e lasciate riposare almno dieci minuti.
Tagliate il pollo a tocchettini, asciugatelo bene con un canovaccio, passatelo nella pastella e friggetelo in olio di semi.
Ponete il pollo ad asciugare su crta assorbente.
Tagliate a cubetti i peperoni e l'ananas, mettete in padella con due cucchiai di olio d'oliva e fate cuocere a fuoco dolce (scegliete voi il tempo, in dipendenza di quanto volete croccanti i peperoni).
Quando questi saranno pronti, nella stessa padella aggiungete il pollo e la salsa e spadellate per pochi minuti.
Servite il piatto ben caldo.

Con questa ricetta partecipo al contest "Un insolito compleanno" de "La cucina di Ely"


e al contest Antiaderente vs Ceramica di Araba!



martedì 22 maggio 2012

Pane siciliano all'olio d'oliva a prova di imbranataggine





Una volta (l'altro ieri) è mancata la luce, ho acceso una candela e.. ed è vero, l'ho messa attaccata al televisore, col rischio di far prendere a fuoco i fili.

Non nascondo che quando ero piccola ho buttato dal primo piano un secchiello pieno d'acqua a mia cugina.. non pensavo che nel volo si sarebbe ribaltato e le avrebbe fatto la doccia, va bene??

Ok, ai tempi in cui la cucina era un luogo sconosciuto, ho preparato una pasta d'emergenza per i miei due nipoti che piangevano di fame e l'ho condita con l'estratto di pomodoro ( pensavo facessero i capricci quando hanno fatto una faccia orribile, ed ho pure detto loro " Si vede che poi tanta fame non avete!".. Maria Antonietta e le sue brioches sarebbero sembrate più savie a confronto..)

E' vero, al liceo una volta m'è partita la radio del cellulare e non avevo la minima idea di come spegnerla.

Ammetto che l'anno scorso, atterrata a Roma, ho avuto il tempo di prendere il treno, chiedere a tutto il vagone dove e quando sarebbe stata la mia fermata, salvo poi addormentarmi come una scema sulla valigia che avevo addosso (i passeggeri hanno, come dire, sposato la mia causa visto che m'hanno svegliato in blocco quando dovevo scendere.. teneri..)

Ma non ero ancora uscita con scarpe di colore diverso, fino a due settimane fà.
Una si aspetta che in discoteca tu sia, a tua scelta, di due tipi di figaggine: quella tirata a lucido ed elegante e quella finto-semplice della serie "sono talmente figah che posso permettermi top e jeans e spiccare comunque..".
Io ho cercato di abbracciare entrambe le correnti di pensiero, arrivando con le scarpe col tacco e cambiandole nel corso della serata con delle semplici ballerine, quando proprio non ne potevo più.
Peccato che nella premura io abbia acchiappato una scarpa beige ed una rosa.. è necessario dirvi che ogni volta che le luci diventavano quasi normali, incrociavo le gambe e mettevo un piede sopra l'altro come se avessi dovuto fare i miei bisogni nel mezzo della pista?
Nella sfiga, ringrazio ancora di aver preso una destra e una sinistra...mi accontento di poco... =)


Sapevate che ci sono tre metodi per la lavorazione del pane? Il metodo diretto (la lavorazione degli ingredienti in un'unica fase), il metodo semidiretto (con il lievito madre) e quello indiretto ( con la biga).
A me intrigava quest'ultimo, ed ecco che ho preparato proprio la biga.
Che cos'è? Un impasto inacidito che viene preparato con largo anticipo, da inglobare agli altri e che ha reso  il mio pane più profumato, saporito ed alveolato ( quindi digeribile)...insomma, anche se siete imbranate come dimostro su (e non credo) riuscirete benissimo comunque =P
Fare il pane è stato... commovente. Non trovo altro termine, perchè tu stai lì, accarezzi l'impasto, convinci gli ingredienti a stare insieme, aspetti, quando cresce e ti chiama tu rispondi dandogli la forma che vuoi, e poi in forno ti racconta di forni caldi e profumati, di tempi lontani.. di famiglia.
Ed io l'ho fatto proprio per questo, per una famiglia che in questa settimana ha avuto un pò d'acciacchi e che io ho coccolato così..

La Biga ( Dalla rivista "Alice" numero 5)
farina per pane
1% di lievito di birra (es: 1 kg di farina e 10 di lievito)
45-50% di acqua molto fredda

Lavorate gli ingredienti e non vi preoccupate dei grumi, è così che deve essere. Mettetelo a lievitare dentro una ciotola unta d'olio e coprite con la pellicola trasparente. La temperatura ottimale è 18-20°, quindi se fa più freddo lasciate di più, se no di meno)
fate lievitare dalle 18 alle 24 ore.

Pane siciliano all'olio d'oliva (Da "Alice" numero 5)

1 kg di semola rimacinata di grano duro
400 gr di biga
800 gr acqua
30 gr lievito di birra
50 gr di olio evo
30 gr sale
semi di sesamo (omessi)

Impastate tutti gli ingredienti tranne il sale e l'olio, che metterete a metà lavorazione. Fate lievitare per 40 minuti, poi spezzate l'impasto e modellatelo come volete.
Cospargete le forme con i semi di sesamo e fate lievitare per altri 60 minuti.
Fate cuocere per 220° C per 40 minuti, possibilmente ponendo nel forno anche una bacinella colma d'acqua, perchè il pane cuocia con vapore.

lunedì 14 maggio 2012

Torta Savoia con crema e fragole, ed una lista...




In questo gioioso, brillante, festoso Lunedì di pioggia, vi saluto e vi chiedo.. vi siete svegliati bene oggi??

Io dovevo uscire di casa, mentre avrei preferito mille volte stare sotto le coperte e farmi un baffo di lunatici temporali a MAGGIO.. da questa forzatura atomica a cui mi sono sottoposta, è uscita fuori una lista (anche piccolina, datemene atto) di cose che non sopporto, ed ora le lancio nell'etere onde evitare di lanciare altro (non sono metereopatica, nuooo) =P

Cose che non sopporto,  che richiedono molta pazienza da parte mia


Certo sito  “Text Enhance”  che si impossessa delle parole dei blog e le trasforma in link.. se per sbaglio ci vai è la fine, ti tirano dietro IPad come se non ci fosse un domani

Coloro che, alla guida, corrono come se stessero scappando dalle urla di Vanna Marchi.

Quando, le suddette persone, ti rispondono: tranquilla, questa strada l’ho fatta mille volte.
Si, ma i pedoni sono random, amico

Quando in piscina il costume e la cuffia ti mortificano, eliminando ogni forma umana e facendoti somigliare a qualcosa di piccolo e con la coda che in un food blog non è bene si pronunci

Fare la dieta e batonzare sempre più.. I kg mi si sono attaccati ai fianchi peggio di mia madre quando sono partita in Inghilterra

Vedere in giro  ragazzi di due tipi e nulla più: brutti, ma che se la tirano come se ce l’avessero placcata oro (la faccia, cosa avete capito??); carini, ma che se la tirano come se ce l’avessero solo loro (stavolta avete capito bene). In definitiva, se la tirano tutti. Dupalle

I neonati che piangono senza darti esplicite indicazioni su cosa è andato storto nella loro vita in quel cavolo di momento

La panna montata che diventa burro il giorno stesso del compleanno di qualcuno (true story)

Madreh che per sbaglio mette il sale anche nel contenitore dello zucchero. Risultato: due barattoli di sale e una famiglia a rotoli per torte e caraffe di caffè buttati.

Il due giugno, quando in genere  si fa violenza psicologica proponendo cose come “Andiamo al mare”, con conseguente mostra di carne non abbronzata, nel mio caso all’impietoso sole di Sicilia


E a voi, cosa richiede più pazienza del solito? =)


Passando alla torta di oggi, è stato questo il modo in cui ho festeggiato Madreh ieri (a proposito, auguri alle mamme che sono state, che sono e che saranno!).
Era da UN MESE che mi coccolavo questa ricetta, la guardavo, accarezzavo le pagine manco fosse un amore perduto, me la ridevo sotto i baffi e mi crogiolavo nell'idea che sarebbe stata buonissima. Sbagliavo.
E' stata anche meglio.
Per il pan di spagna si usa la meringa all'italiana, che consiste nel montare gli albumi in una scodella posta a bagnomaria. Risultato: un pan di spagna al contempo leggero e compatto.. sembrava quello della pasticceria!



Ricetta dimezzata ( ho fatto mezza dose per una tortiera di 20 cm) della Torta Savoia con crema e fragole (Dalla rivista Cucina Moderna)

60 gr farina
30 gr maizena (io ho usato 90 gr di farina)
4 uova
125 zucchero
scorza grattuggiata di un limone
un pizzico di estratto di vaniglia (mia aggiunta, sono fissata..)

Montate i tuorli con metà della dose di zucchero indicata, finchè il composto non diventa spumoso. Aggiungete tutti gli altri ingredienti eccetto gli albumi e il restante zucchero.
Montate questi con lo zucchero e un pizzico di sale in una bacinella posta a bagnomaria. Uniteli al composto.
Infornate a 180° per 25 minuti.
Fate poi raffreddare e farcite con questa crema

500 gr latte
4,5 cucchiai pieni di amido
2 tuorli
100 zucchero
estratto di vaniglia 
scorza grattugiata di un limone

Mettete l'amido nella pentola con lo zucchero, i tuorli, la scorza e la vaniglia. Con una frusta mettete gradatamente il latte e mescolate energicamente. Solo a quel punto accendete il gas e mescolate fino a che non addensa.

Mettete un pò di crema anche sopra la torta e sui bordi: le fragole ed il pistacchio aderiranno meglio!



Con questa ricetta partecipo al contest "Fragole a colazione" di Cucina libri & Gatti


giovedì 3 maggio 2012

Quiche mozzarella, zucchine e pancetta



E' strano, ma sta cominciando a maturare in me la convinzione che il blog mi stia insegnando delle cose, mi stia conducendo per mano in qualcosa che non mi aspettavo e a cui sto assistendo meravigliata e silenziosa, come davanti a qualcosa di bello che temi possa sparire ad un passo falso, un movimento sbagliato.

Ad esempio, prima mi andavano a genio solo le ricette dove nel procedimento leggevo "mescolare con un cucchiaio gli ingredienti".. Non che mi schifassi a toccarli, solo pensavo che fosse inutile sporcarsi le mani.. 

E invece quegli impasti hanno tanto da dire..

Ieri, ad esempio, ho fatto la mia seconda pasta brisè, ed ero molto intimorita, perchè la prima volta ero al mare con una mia amica, volevo coccolarla e offrirle qualcosa di buono, quindi ho pensato ad una bella torta salata, ma la brisè si è disfatta tutta, io ero lì sotto il suo sguardo intimorito (anche un pò schifato e afflitto della serie "stasera non si mangia") che cercavo di accorpare quella pasta.. gggnente, una figura che non vi dico! E i nervi poi...

Ieri invece, sempre per il principio di coccolare qualcuno, ho preparato la suddetta pasta per la famosa nipote 12enne che era impegnatissima a fare i compiti, quindi non avevo lo sguardo di nessuno addosso, mi sono preparata psicologicamente, ho guardato gli ingredienti e mi sono immedesimata in una persona paziente, amorevole con tutto, anche con farina e acqua..

E lì è avvenuto tutto: la montagnola di farina che accoglieva l'acqua, l'olio che scappava un pò sul piano di lavoro ed io che gli poggiavo la farina perchè lo assorbisse, con pazienza, sangue freddo, senza perdermi d'animo.. Fino a quando la pasta non si è compattata del tutto in una palla soffice e profumata di olio d'oliva.. Avevo vinto io.

Non è stato niente di che, eppure mi ha dato sicurezza, consapevolezza del fatto che ingredienti sono sempre quelli, ovunque vado: pazienza e benevolenza..

Ho cotto poi le zucchine con l'aglio ("Zia che puzza!"), poi ho aggiunto il cumino ("Adesso che buon odore!"), ho sgocciolato la mozzarella mentre la peste mi raccontava di amori-amicizie-insicurezze-idee sparse sul mondo e sulla vita, ho rosolato la pancetta, ho tagliato la pasta a forma di fiorellini ed ho infornato, ancora un pò timorosa sul risultato finale, speranzosa che avrebbe mangiato.. ha fatto anche il bis ;)


Quiche alla mozzarella, pancetta e zucchine

Per la pasta brisè all'olio d'oliva

500 gr farina
160 gr olio evo
140 gr acqua
un pò di sale

per il ripieno

3 mozzarelle
una confezione di pancetta dolce
5 zucchine
1 cucchiaio di cumino
1 spicchio d'aglio
1 bicchiere d'acqua

Impastate la pasta come ho detto sopra =)
Disponetela in frigo e dimenticatela lì per un'oretta.
Sgocciolate per un pò la mozzarella
Mettete le zucchine con pochissimo olio, l'aglio e il bicchiere d'acqua in una pentola che coprirete e lascerete andare a fuoco medio giusto il tempo che le zucchine si ammorbidiscano. A quel punto mettete il cumino, regolate di sale e fatele raffreddare.
Procedete quindi all'assemblaggio della torta, con questi ingredienti (sulla base vedo bene uno strato di pesto se l'avete, spalmato prima di cominciare a mettere gli altri ingredienti).

That's it! =)

Con questa ricetta partecipo al contest "I colori della primavera" di Ti cucino così!


                                         


martedì 1 maggio 2012

Pane alla cannella (cinnamon rolls)



Ho visto questi cinnamon rolls ( o cinnamon buns, per come li ho conosciuti io in Inghilterra) nel sito di Baked Bree ed ho subito avuto l'impulso irrefrenabile di provarli, a dispetto della confusione generale che regna in casa mia in questo periodo.

"Come, t'è nata la nipote e invece di cambiare pannolini fai cinnamon rolls?"  ha chiesto la parte razionale di me, rigida e decisamente noiosa.
"Eh si" mi sono detta " perchè in questo momento serve qualcosa di buono e coccoloso per tutta la famiglia!" Questo è vero, se pensate che i fratelli della nana sarebbero l'orgoglio di Carmen Consoli: sono confusi e felici pure loro...
Hanno solo 12 e 8 anni, quindi il rincretinimento del "che-sei-bellina-però-piangi-ecccheppalle" era tutto previsto, no problem.

Detto ciò, la cosa realmente preoccupante, a parte il parlare da sola,  è che la nuova nata è già un alibi perfetto per fare dolci! E non dolci leggeri, freschi, primaverili..oh no, io sogno tripudi di cioccolato e pere, galassie di cannella e cardamomo, tonnellate di pasta frolla burrosa..
Vabbè, state calmi, forse non farò tutta sta roba, ma a questo pane dolce non ho saputo resistere, perchè sapevo che nel marasma che mi circonda mi avrebbe regalato una mattina di pace. 
E così è stato: il profumo del lievito di birra che si scioglieva nel latte tiepido era coccoloso e familiare, ed impastare poi mi ha subito scatenato una ridarella di gioia a sentire la pasta formarsi sotto le mie mani (qui noi non avere impastatrice, Zorry..).

La pasta è ottima, si scioglie in bocca e, secondo me, si presta a molteplici farciture, crema di nocciole, di pistacchi, marmellata di lamponi..Io l'ho provata già con la crema di nocciole, non vi dico che bontà.. insomma, non fermatevi solo alla cannella eh!



Cinnamon Rolls

1 cubetto di lievito di birra (o quello in polvere per pizza, ad esempio.. ne basta una bustina)
250 ml latte tiepido
100 gr zucchero di canna (la ricetta diceva zucchero normale)
70 gr burro a temperatura ambiente (la ricetta diceva 100)
1 cucchiaino di sale
2 uova
1 kg di farina

per il ripieno
250 gr zucchero di canna
100 gr burro a temperatura ambiente
2 cucchiai e mezzo di cannella
1 cucchiaio di farina 

Sciogliere il lievito nel latte e lasciare per 5 minuti.
Cominciare a mescolare (con le mani o nell'impastatrice) lo zucchero con le uova, il sale ed il burro. Aggiungete il latte con il lievito.
Aggiungete piano piano la farina. Deve risultare un impasto morbido ma non appiccicoso, quindi se tutta la farina non bastasse a fare in modo che il tutto si stacchi agevolmente dalla ciotola, aggiungetene ancora un pò.
Coprite la ciotola con un panno umido, ponetela nel forno spento che avrete preriscaldato a 50° e lasciate per un'ora.
Nel frattempo dedicatevi al ripieno, lavorando con una forchetta il burro con lo zucchero e la cannella.
Prendete la pasta, stiratela fino a che non raggiunge un centimetro o due di spessore, spalmate il ripieno, arrotolatela su se stessa, tagliate nel senso della lunghezza per formare tante girelle, mettete in un contenitore e lasciate lievitare per un'altra oretta.
Ponete in forno a 200° per 20 minuti.


venerdì 13 aprile 2012

Torta regalo in pdz











Questa torta è stata creata per i 12 anni della nipote più sveglia, sensibile e rompiscatole della storia: la mia! Il compleanno è stato ieri, ha espresso il desiderio ( leggi: comandato) che lei fosse in pizzeria con sole "donne", ovvero altre sue amiche..
L'impressione doveva essere quella, se non fosse che io e mia sorella eravamo appostate in un altro tavolo come Sherlock Holmes per monitorarle da lontano..

E guardarle camminare come se sfilassero, con dei vestiti che a 12 anni mi sognavo, osservarle parlare tra loro, farsi foto e chattare con  telefonini iper moderni è stato.. strano.
Non verrò a fare la morale sul fatto che sono troppo avanti per la loro età, etc etc.. Sono semplicemente figlie del loro tempo, usufruiscono di molti più stimoli ed inevitabilmente sono più spigliate. Proprio per questo, l'unica cosa che so di per certo è che hanno bisogno di molta più attenzione!

Perchè parlando con mia nipote vedo ancora una bimba, senza malizia, qualche sogno acerbo, ansia di avere amici e tanta confusione per un corpo ed una mente che cambiano.
Ed io starò lì a vigilarla come si fa con la primavera, con delicatezza e pazienza, chè quando anche per lei arriverà l'estate sarà il fiore più bello, anche se non lo sa ancora.

Per la pdz vi rimando a quella dell'anno scorso, mentre per l'interno ho usato questa preparazione, facendo doppia dose e farcendola di panna aromatizzata con qualche goccia di estratto di vaniglia.
Il segreto sta nel fare questa torta il giorno prima: la panna "scomparirà" magicamente perchè assorbita dal pan di spagna che risulterà scioglievole e goloso da morire! Davvero buonissima!

Con questa ricetta partecipo al contest "Cucinando..Decorando" di Farina, lievito e fantasia! Speriamo bene! =)



martedì 13 marzo 2012

Di buonissimi macarons, pessime foto e premi!



I macarons fino all’anno scorso io non li conoscevo e, devo essere sincera, anche la prima volta che li ho visti non mi hanno spinta a quella volontà imperiosa-maniaco-compulsiva che mi prende con certe preparazioni e che mi fa urlare “domani la faccio, cascasse il mondo!”.
Però ho questa pseudo tradizione, solo da me conosciuta, per cui per ogni compleanno devo fare un dolce particolare, e diverso ogni volta. E quando dico così intendo proprio che io sono come Paganini.. non mi ripeto mai! =) Ok, non facciamo paragoni totalmente immeritati.. la verità è che mi stufo a fare due volte la stessa cosa, passo avanti, o la va o la spacca, non faccio mille esperimenti, per me il passato è passato =)
Ebbene, con questi macarons mi è andata davvero benissimo al primo colpo, perché hanno stupito tutti in famiglia: persino mio cognato, un omone silenzioso e timido, ha esclamato “ma questi sono pezzi di paradiso!” dopo il primo morso! Ssò soddisfazioni!
Ed in effetti sono creazioni tanto belle quanto effimere, nel senso che in bocca si sciolgono in un attimo, lasciandoti con un “ma sogno o son desto?”. Io poi li ho farciti in parte con crema alle mandorle ed in parte con il suo lemon curd, quindi immaginate un pò che spettacolo!
Ecco, se proprio devo trovare un difetto, quello sta nella preparazione, che richiede mille attenzioni, dagli albumi vecchi di qualche giorno ai tempi di attesa, dalle cotture alla pazienza di farcirli ad uno ad uno.. insomma regalateveli almeno una volta nella vita, ma poi trovate un buon pasticcere che faccia “il lavoro sporco” per voi =P (ed io sarei una food blogger?? mah..)

Li ho fatti l’anno passato e mi scuso per le foto, erano tempi non sospetti, in cui scrivere in un blog tutto mio mi sembrava troppo grande per me. Mi rammarico perché le foto sarebbero venute un ammmmore!! 

Ad ogni modo, questa ricetta non viene “popio-popio” per caso, dal momento che ho letto che lei si è disperata un po’, perché i suoi non avevano la coroncina.. ecco, se posso aiutare ben venga, ed ecco qui una ricetta che se è riuscita a me, allora riuscirà a chiunque, ovvero quella del suo blog!

Ricetta per i macarons (tratta dal blog "arabafelice in cucina") senza nessuna modifica da parte mia, per carità =)

50 g di albumi vecchi di qualche giorno
13 g di zucchero semolato
2 gocce di succo di limone
112 g di zucchero a velo
62 g di farina di mandorle
poco colorante in polvere o pasta, facoltativo
Separate gli albumi dai tuorli. Una settimana prima di quando si vogliono usare, tenendoli in frigo in un recipiente di vetro coperto con pellicola.
Il giorno fatale predestinato, usciteli  un'ora prima.
Mettete nel mixer lo zucchero a velo e la farina di mandorle e mettete da parte. Unite il succo di limone e montate gli alla massima velocità. Man mano che montano, aggiungete lo zucchero. Lo sapete cosa avete fatto no? Esattamente, una bella meringa! A questo punto unite in una volta la farina di mandorle miscelata con lo zucchero a velo, e l'eventuale colorante, e girate energicamente dal basso verso l'alto per amalgamare. Appena il composto cadrà "a nastro" dalla spatola, fermatevi, pena la trasformazione del composto in un liquidume inservibile! Mettete il composto in una sac –a- poche e formate i macarons su una teglia coperta con carta forno (che avrete ben fermato sulla teglia spalmando un po’ d’olio sotto per esempio, o qualsiasi altro metodo voi usiate, altrimenti le forme tonde non verrano mai, sono delicati ‘sti macarons!)
Nel fare la forma, ricordate che si si allargano un po'.
Pierre Hermè a questo punto suggerisce (anzi ordina) di sbattere quindi con molta delicatezza la teglia sul piano di lavoro, coperto con un panno da cucina 8la adoro quando da queste spiegazioni!=) perché solo così  saranno totalmente  lisci.
Fate riposare la teglia per un’ora.



Preriscaldate il forno a 150 gradi. Infornate  una teglia alla volta.
Dopo 5 minuti, aprite un po' il forno per far uscire il vapor.
Richiudere e continuare la cottura altri 7-8 minuti circa.
Ovvio anche qui che per la cottura dovete conoscere il vostro forno, ad ogni modo saranno pronti quando avranno il loro classico collarino:



I macarons appena usciti dal forno non devono continuare la loro cottura, quindi fate  scivolare subito via la carta forno dalla teglia, poi non siate impazienti, aspettate che siano perfettamente freddi per staccarli.
Da freddi potete procedere alla farcitura.
Dopo averli farciti devono riposare in frigo per 24 ore, così avrete la consistenza di cui parlavo all’inizio!

* Riflessioni zuccherose *
Non mi stanco mai di ripeterlo, hanno una consistenza particolarissima, che esplode in bocca sprigionando il sapore della farcia, senza mai coprirlo.. ecco perchè serve una farcitura di qualità, mi raccomando! Fateli, davvero, prendetela come una dolcissima sfida che tanto, lo so, vincerete voi ;)))
E pooi.. vorrei ringraziare Noake di “Pranzo alle otto” per il premio cake Blog di qualità che mi ha assegnato!


A me ha divertito riceverlo, per varie ragioni.
In primis, un premio (grande o piccolo, virtuale o reale, prestigioso o meno) da sempre un minimo di soddisfazione, in questo caso perchè Noake ha un blog bellissimo, e che mi abbia preso in considerazione mi fa piacere.
Inoltre capisco adesso che il fatto di girarlo ad altri blog è un modo per far conoscere mittente e nuovi destinatari e per quanto oggettivamente impegnativo mi par di capire faccia parte del gioco. Non lo so, c'è ingenuità in questo? Fatemi sapere!
Ad ogni modo, credo abbia gran senso ciò che ha scritto una volta lei (non cito testualmente, mi scusi?) “se porto dei biscotti a casa di un’amica, non pretendo che poi lei ne sforni altri per altre amiche, che senso ha?”, dunque non me lo sogno neanche di imporre condizioni per sta cosa, a me fa piacere già solo così, perchè questi blog mi hanno davvero aiutato nel mondo della cucina ed è un modo per ringraziarli!

Ecco i vincitori:

Cucchiaio di stelle
Fragola e limone
Omindipanpepato
Ti cucino così
Trattoria da Martina
Pane burro e marmellata
Chi ha rubato le crostate
Arabafelice in cucina
Anemone's corner
Menta e liquirizia


Per rispetto di chi mi ha girato il premio e di chi l' ha creato, dico che comunque le regole sarebbero queste:
Ringraziare e linkare chi ti ha assegnato il premio
Copincollare il logo del premio
Elencare 10 blog per cake blog di qualità
Informare i vincitori con un commento nei loro blog


- English Version-


I didn’t know macarons and, to be honest, even the first time I saw them I was not pushed to the imperious will that I have with certain preparations and that makes me scream "tomorrow I’ll do it,  I’m sure "
But I have this pseudo tradition, only known by me, so for every birthday I have to make a special dessert and different every time. When I say this I mean that I am as Paganini .. I never repeat! =) Ok, I stop saying undeserved things ..
the truth is that I get bored doing the same thing twice, I don’t do one thousand experiments, for me the past is gone =)
Well, with these macarons I went really well the very first time, because they have surprised everyone in the family, even my brother in law, a big, quiet and shy man, who exclaimed, " these are pieces of paradise!" after the first bite!
What a satisfaction!
And in fact they are both beautiful and ephemeral, meaning they dissolve in the mouth in an instant, leaving you with a "but I am dreaming or awake?".

Moreover I decided to stuff them with almond cream and her lemon curd, so you can imagine a little what a show! Well if I have to find fault, this is in the training, which requires full attention, from the few days old whites at the time of waiting, by cooking the patience to stuff them one by one .. Basically, indulge  at least once inyour life, but then find a good pastry chef that makes the "dirty work" for you = P (and I'd be a food blogger?? No way..)

I made them last year and I apologize for the photos, it was a time in which I couldn’t imagine my own blog.

Anyway, this recipe is not exactly by chance, since I read that she was a bit desperate, because hers did not have the little crown .. here, if I can help I try to do it, and here's a recipe with which everyone will succeed, the one of her blog!

Recipe for macarons (taken from the blog "arabafelice in cucina")

50 g of few days old egg whites
13 g of granulated sugar
2 drops of lemon juice
112 g of icing sugar
62 g of almond flour
little dye in powder or paste, optional


Separate egg whites from yolks. One week before to when you want to use, keeping them in the fridge in a glass bowl covered with plastic wrap.
The fateful day predestined, put them out of the fridge one hour before.
Put the icing sugar in a blender and almond flour and set aside.
Add the lemon juice and whip him at full speed. As  mounting, add sugar. You know what you did, don’t you? Exactly, a good meringue! At this point, add the almond flour mixed with icing sugar, and any dye, and turn vigorously upwards to mix. Soon as the mixture will fall "tape" from the spatula, stop, otherwise the transformation of the compound in an unusable liquid thing!
Put the mixture into a sac-a-poche and form the macarons on a baking sheet covered with baking paper (you have to stop it well on the baking tray spreading a little'oil below for example, or any other method you use, otherwise the round shapes will never come).
In shaping them, remember that they widen a bit.
Pierre Herme at this point suggests (actually commands) to slam ery gently the pan on the surface, covered with a kitchen towel 8I love her when she gives these explanations =) because only like this they will be totally smooth. Let the pan sit for an hour.
Preheat the oven to 150 degrees. Bake a pan at a time.
After 5 minutes, open a little 'the oven to release the vapor.
Close and cook another 7-8 minutes.
You need to know your oven, however they are ready when they have their classic collar.
Macarons out of the oven should not continue their cooking, so slide the bakingt paper away immediately from the pan, then do not be impatient, wait until they are completely cold to put  them away.
Once cold can stuff them.
After they have been filled, put in the fridge for 24 hours , so you get the consistency I mentioned at the beginning!


* More Sugar Than Sense Reflections*
I’m never tired of repeating it, they have a very peculiar texture, which explodes in the mouth releasing the flavor of the filling, never covering it .. that’s why you need a good stuffing, please! Take them as a sweet challenge that I know, you’ll win;)))

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