lunedì 31 dicembre 2012

Auguri in rima e un pane augurale!



Di auguri chiassosi non me ne importa niente
Ogni anno con gran fragore ne fa senza pensarci troppa gente.
Invece io sto qui nel silenzio della mia cucina
e mi invento una speziata formula magica così, in sordina.
Scelgo un pane dolce, simbolo della quotidianità,
Poi la mano sceglie l'arancia, simbolo di gioia per il futuro e grande prosperità.
Ma il passato non voglio lasciar senza lodi,
Lo ricordo con la cannella e del garofano i chiodi.
Non pensate che sia tutto lì, 
manca ancora ciò che fa magico tutto l'anno
Che se no sarebbe solo un grande affanno!
E' l'Amore,
Quello immenso, meraviglioso e prorompente
che vi auguro aggiungendo al mio pane tanto cioccolato fondente!



                                      

Eh già, per More Sugar Than Sense questo è il primo Capodanno, e gli auguri non si potevano che fare in cucina! Ho pensato a questo pane dolce e mi sono fatta guidare da ciò che auguro a tutti, con ingredienti  aggiunti per l'occasione. Ho dato una forma a treccia e l'ho decorata, per decorare la tavola il giorno di Capodanno. con l'impasto avanzato ho fatto una ghirlanda da appendere all'Albero.. un po' in ritardo ma non sarei io se non ci pensassi all'ultimo secondo! ;)
Un pane molto profumato, che vi consiglio di riscaldare prima di gustare.. così buono che mi sono commossa!! =)
Auguri!!


Per questo pane una volta ho usato il lievito di birra ed ho atteso che lievitasse, un'altra invece ho usato il lievito in polvere istantaneo, quello per pizze insomma. Ovviamente con quest'ultimo il prodotto finale sarà diverso: meno morbido ed areato, ma sicuramente più adatto ad essere tostato. Sono buoni entrambi, dipende da ciò di cui avete voglia in quel momento =)

Pane dolce all'arancia e cioccolato
1 cubetto di lievito di birra (o una bustina di quello istantaneo per pizza, come ho detto sopra)
250 ml latte tiepido
100 gr zucchero
70 gr burro a temperatura ambiente
1 cucchiaino di sale
2 uova grandi
1 kg di farina
1 fiala di essenza d'arancia (abbiamo detto per celebrare il futuro eh, pensateci quando l'aggiungete!)
Cannella e  polvere di chiodi di garofano a piacere (io non volevo sentirli troppo quindi ne ho messo solo un pizzico.. voi abbondate pure se volete ricordare di più il vostro passato =P)

Per il ripieno
cioccolato fondente a scaglie (almeno 200 gr.. abbondate che di Amore non ce n'è mai abbastanza! =)

Sciogliete il lievito nel latte e lasciate per 5 minuti.
Cominciate ad impastare lo zucchero con le uova ed il burro a tocchetti. Aggiungete il latte con il lievito. Poi pian piano la farina ed il sale (quest'ultimo è meglio metterlo solo adesso e non prima, altrimenti andando a contatto con il lievito potrebbe inibirlo).
Deve risultare un impasto morbido ma non appiccicoso: se non dovesse staccarsi bene dalle pareti aggiungete un po' di farina.
Coprite con un panno umido in forno spento, ma che avrete preriscaldato a 50°, per un'ora.
Stirate poi la pasta, tagliate tre strisce belle larghe e mettete le scaglie di cioccolato. Create una trecciona attaccando bene le estremità con un po' di latte e ponete in forno per venti minuti.




venerdì 28 dicembre 2012

I cookies dell'allegria




Buon lunedì a tutti! Passato bene il weekend? Spero di si!
Oggi vi propongo questi biscotti che mi portano ad un altro ricordo del mio periodo inglese (c’è chi ha avuto il periodo blu, io inglese, ognuno..).
Li ho scoperti una sera in cui delle simpaticissime ragazze di Saint Tropez mi chiesero di andare a cena con loro per.. mangiare sushi (a Cambridge, lo so, lo so). Chiesi alla mia amica tedesca di unirci a noi e lei, un po’ titubante, accettò.
Per me era tutto abbastanza costoso (mavvà.. so anche questo, ma ho la fissa che se dici no ad un invito poi non ti invitano più!), così mangiai pochissimo e lei anche!
Al ritorno le mie nuove amiche tornarono a casa con i mezzi, noi a piedi (ricordate che ci piace passeggiare?) e nella strada ci fermammo  da Sainsbury’s per riempire gli stomaci brontolanti! Fu allora che vidi una confezione di biscotti nel reparto “panetteria” del supermercato. Si chiamavano cookies, erano appena sfornati ed erano fantastici.
Per me poi questi biscotti sono direttamente associabili a grasse, grassissime risate (da qui il titolo del post), perché mentre camminavamo, ubriache di questa scoperta golosa di cui avevamo piena la bocca, la mia amica ha pestato una confezione di salsa bianca appena fuori Domino’s Pizza e questa, sfidando qualsiasi forza di gravità è schizzata fin sopra il ginocchio sporcandola tutta e rilasciando un profumo di aceto fortissimo! Io, ancora immersa nel mio mondo di cookies non ho visto niente, ho solo sentito una serie di imprecazioni in perfetto inglese che non le avevo mai sentito! All’inizio ho osservato la scena con religioso e rispettoso silenzio, poi ho cominciato a ridere e lei ,guardandomi, ha riso anche di più! Siamo rimaste in strada, puzzose di aceto, con i cookie in mano e morte dalle risate!
Che mi serva di lezione per questa grande golosità che non fa capire né vedere più niente! =))

Ricetta dei chocolate chips cookies (tratta dal blog Croce e delizia)


230g farina
1 cucchiaino raso di bicarbonato
 200g burro
100g zucchero semolato
180g zucchero di canna
 1/2 cucchiaino sale
 2 cucchiaini estratto di vaniglia (io ne ho messi quattro)
 1 uovo
1 tuorlo 
200g gocce di cioccolato (io ho messo pezzettoni di cioccolatini Lindt al latte, quelli tondi e magicamente fondenti all'interno)
80/100g Noci pecans tritate, tostate (era facoltativo e difatti io non ne ho messe)


Preriscaldate il forno a 200°.
Mettete 180 gr di burro su fiamma viva per tre minuti, in modo che incontrandosi poi con lo zuchero contribuisca a rilasciare il leggero retrogusto di toffee tipico dei cookies. Toglietelo dal fuoco e versatelo in una terrina dove aggiungerete poi il rimanente burro, i due zuccheri, il sale, la vaniglia e mescolerete per 3 minuti.
Poi aggiungete le uova e mescolate per altri tre minuti. Dopo un'ulteriore pausa mescolate mescolate per altri tre minuti. Poi mettete i pezzi di cioccolato nella farina e aggiungete tutto a poco a poco nell'impasto.
Metteteli su una teglia che vi preoccuperete di coprire con carta da forno e ponetela a metà altezza.
Devono stare 14 minuti in forno su per giù, appena vedete i bordi dorati usciteli subito, non vi fate intimorire dal centro ancora morbido, raffreddando avranno quella consistenza per cui sono famosi: croccanti ai bordi e morbidi al centro.

* Riflessioni zuccherose *
I pezzi di cioccolato al latte  si abbracceranno con la texture  morbida e avvolgente del centro, sprigionando un sapore golosissimo dal retrogusto di toffee. Il cioccolato Lindt poi..che ve lo dico a fà?? =P
Da fare e rifare!

Con questa ricetta partecipo al contest "Biscotti senza forma" di Crema e panna!


- English Version -
Happy Monday to all! Did you have a good  weekend? I hope so!
Today I propose these cookies that lead me to another memory of my English period (some have had the blue period, I’ve had the English one ..).
I discovered them one night when some nice  Saint Tropez girls asked me to come to dinner with them .. eating sushi . I asked my German friend to join us. She was a little hesitant, but agreed.
For me it was all quite expensive (I know I should have expect it, but I have the idea that if you say no to an invitation, then the others do not invite you again!), So I ate very little and she too!
At the end of the dinner my new friends went home by bus, we walked (we like to walk, remember?) and we ended up to Sainsbury's to fill our stomachs! It was then that I saw a pack of biscuits in the "bakery" in department. They were freshly made and they were fantastic!
Moreover, for me  these cookies are directly associated with big laughs because while we were walking, drunk with the sweet discovery of which we had full mouth, my friend stepped on a packet of white sauce just outside Domino's Pizza and this, in defiance of every natural law rocketed above the knee releasing a strong smell of vinegar!
I was so immersed in my world of cookies I didn’t see anything, I just heard a series of expletives in perfect English that I had never heard before! At first I just observed the scene with religious and respectful silence, then I started laughing and she looked at me, laughing even more! We stayed in the street, smelling of  vinegar, with cookies in hand, laughing like fools!
It serves us  as a lesson for this great gluttony that doesn’t make us understand or see anything! =))


Recipe for chocolate chip cookies (taken from the blog Croce e Delizia)

230g flour
1 teaspoon baking soda
200g butter
100g caster sugar
180g brown sugar
1/2 teaspoon salt
2 teaspoons vanilla extract (I chose four)
1 egg
1 yolk
200g chocolate chips (I used chunks of Lindt milk chocolate)
80/100g chopped toasted pecans, (optional)

Preheat the oven to 200 degrees.
Put 180 grams of butter on high heat for three minutes, so that it releases slight aftertaste of toffee, typical of cookies. Remove it from the kelp and pour in a bowl, then add the two sugars, salt, vanilla and stir for 3 minutes.
Then add the eggs and stir for other three minutes. After another pause stir for three minutes. Then place the chocolate pieces in flour and gradually add to the dough.
Put them on a baking sheet covered with baking paper and place it at mid-height in the oven.
They have to stay 14 minutes in the oven more or less, when you see the golden edges put them  out immediately, even if  the center is still soft, cooling it will have the consistency for which they are famous: crisp edges and soft in the middle.
* More Sugar than Sense Reflections *
The pieces of milk chocolate will embrace the texture soft and enveloping  of the center, releasing a luscious taste of toffee. Then the  Lindt chocolate .. can you imagine it? = P
You’ll do it again and again!


martedì 18 dicembre 2012

Donuts Anyone?



"Me li hai portati i Krispy Kreme??" chiede la mia amica speranzosa, al mio ritorno da Londra.
Se mi avesse vista, con due valigie,uno zaino ed un pacchettone (neanche contenente regali ma niente-popo-di-meno-che... pieno di sciarpe.. la valigia s'era ristretta sicuramente, perchè all'andata ci stava tutto, al ritorno NO.. capita anche a voi?)  non mi avrebbe fatto questa domanda..
Ma la sua faccina intristita m'ha fatto così dispiacere che ho esclamato, tutta contenta "MA TE LI FACCIO IO!!".
Ho infatti una ricetta spaziale che conosco da quando ho memoria, visto che mia mamma faceva queste ciambelle spesso quando ero bambina, per la gioia dei miei amici e di noi, suoi pingui figlioli (e te credo! Con tutto sto ben di Dio sempre in giro pppe casa!!).
All'epoca si chiamavano ciambelline, che di Donuts non se ne sapeva neanche l'esistenza, e tutt'oggi nella mia famiglia sono conosciute come le ciambelline di Gio.. eh già, perchè cascasse il mondo, queste fragranti rotondità erano immancabili anche ad ogni mio compleanno, attese e accolte meglio della festeggiata,  torta di compleanno =P
Quanto erano belli quei compleanni, Febbraio quel giorno profumava di sole e io stavo lì a guardare mia mamma che tutta allegra friggeva queste piccole delizie.. ogni volta che ne mordo una tutt'ora, "assaggio" quelle giornate di festa!
Tutto bellissimo, direte voi, ma alla fine le hai fatte ste benedette ciambelline? Eh già, però, quando mi sono offerta di prepararle da sola, non sapevo in quale operazione rocambolesca mi fossi appena messa.
Oh no, non per le ciambelline-donuts, che sono facilissime, ma.... per la mia famiglia.
Eh già, ritorna lei, grande protagonista di questo blog nonchè della mia vita, leit motiv di tutte le mie avventure più incasinate, mia croce e delizia, turbolenta ed affollata presenza nei miei giorni.. bè insomma, avete capito.
E allora torno a casa subito dopo pranzo, gli ingredienti ci sono tutti, la cucina mi aspetta,apro speranzosa la porta  e mi sento quasi in quel film, Jumanji, dove Robin Williams apre la porta della stanza da letto e si trova davanti leoni ed elefanti imbizzarriti.
Solo che qui è peggio: nipote di sette mesi che mi tende le mani al suono di un fragoroso giocattolo canterino ("la prendo o spero che, gattonando, non si tiri addossoil Benjamin Ficus??"), il fratello 9enne che, tornato da scuola, ha un improvviso raptus di secchionaggine e deve fare i compiti in cucina e gli serve spazio, la sorella 12enne con mal di testa da diva deve riposare in vista della prossima recita concerto (se legge "recita" dice che è da poppanti e m'ammazza), un'amica di mia mamma venuta a prendere un caffè... e la mia amica che veniva alle quattro! In risultato era, tra le altre cose, una me itinerante con la stufa in una mano e l'impasto nell'altra per trovare un posto dove ricreare un ambiente idoneo per la lievitazione.. una pazza! =)
Ma il risultato è stato buonissimo, la mia amica è stata contenta ed io ho accusato solo un leggero mal di testa a fine serata ;)

Se posso dire la mia, quelli con la glassa semplice colorata di rosa sono anche meglio di quelli al cioccolato, perchè si sente di più l'impasto croccante e zuccheroso =)

Ingredienti 

35 gr di burro ammorbidito

350 gr farina 00
300 gr di patate cotte
3 cucchiai di zucchero
25 gr lievito di birra
6 gr sale
2 uova medie a temperatura ambiente
1 cucchiaino di estratto di vaniglia (facoltativo)


per la glassa

150 gr di zucchero a velo (più 5 cucchiai da aggiungere alla glassa rosa)
acqua calda qb
20 gr di burro
50 gr cioccolato fondente 
zuccherini colorati

Mescolare insieme tutti gli ingredienti (sbriciolando il lievito per unirlo agli altri ingredienti e poi stando attenti che si sia amalgamato bene col resto) 

Spennellate una ciotola con del burro e mettete l'impasto ottenuto. Fate lievitare per un'ora e mezza. Dopo, spolverate con abbondante farina il piano da lavoro, rovesciatevi sopra l'impasto, date una veloce impastata nuovamente e stendete ad uno spessore di un centimetro. Se non avete un coppapasta andrà benissimo anche una lattina di pomodori pelati aperta o una tazza dai bordi ben infarinati e per fare il cerchio interno un tappo delle bottiglie! 
Mettete le ciambelle in una teglia ricoperta di carta da forno. Rimpastate pure i ritagli e ricominciate fino ad esaurire la pasta. Fate lievitare per altri 40 minuti e poi friggete in abbondante e caldo olio di semi per pochissimi secondi da un lato e dall'altro e mettete le ciambelle a fare asciugare su un piatto coperto di carta assorbente.
Dopo di che, prepariamo la glassa: sciogliete il burro e mischiatelo allo zucchero. Aggiungete acqua quanto basta a creare un composto non troppo liquido  Dividetelo in due parti: in una aggiungerete i 5 cucchiai ulteriori di zucchero a velo e il colorante, nell'altra il cioccolato fondente sciolto.
Quando le ciambelline saranno tiepide, immergetele nelle glasse e se avete zuccherini colorati spargeteli subito sopra, perchè se la glassa si fredderà troppo, non si attaccheranno più!
Buon appetito!!

venerdì 19 ottobre 2012

La speedy pizza in padella di Jamie



Quando ricevo una critica, di primo acchito non è che la prenda proprio bene.. anzi.Mi ribolle il sangue e devo controllarmi con tutta me stessa per non aggredire l'infausto interlocutore. E non perchè mi senta brava, tutto il contrario! Proprio perchè non sento di fare mai abbastanza, mi sforzo fino alla frustrazione, quindi poi una critica mi da proprio la mazzata finale. Ma voglio cambiare, quindi quando mi si è detto "a te non piace la solitudine" ho prima tirato giù tutti i santi del calendario:come osavano? Io che, per dirne una, devo risolvere sempre IL problema logistico per eccellenza... la fine della carta igienica (con conseguenze acrobatiche notevoli, che includono lo stiramento quasi da una stanza all'altra mentre stai in squat, chi fa aerobica sa di che parlo). Dopo ciò ho detto "ok, ricominciamo" ed ho previsto degli esercizi che dovrebbero elevarmi da uno stato all'altro..
Siccome m'ero convinta che stare in un bar/locale da soli non fosse cosa per me, la prima cosa che ho fatto è stata una colazione in uno dei mille cafè qui..
Secondo esercizio: fare una pizza solo per me, altra cosa che non solo trovavo esagerata, ma soprattutto tristissima.
Ebbene, al bar mi sono rilassata tantissimo! Pret a manger è la morte. piccole cheesecake al limone infingarde che ti guardano dicendo "lo so che stamattina volevi noi".. e ci azzeccano pure.. Costa è più accogliente come ambiente, l'unica parola che mi viene in mente è Natale, e chi mi conosce sa che bene che quando lui è vicino io sono in brodo di giuggiole (e con vicino intendo AGOSTO..).
E una sera, per l'appunto, mi sono costretta a fare una pizza homemade. Pensavo di fare quelle dell'Araba, che poi è della Marthona d'oltre oceano,ma già quella mi sembrava lunga e complessa.. giuro, mi vergognavo pure a mettere su il teatrino della lievitazione, attese e così via.. come dite? Cosa c'è da vergognarsi?Stateci voi in una cucina a PIANGERE perchè queste cose le facevate con mamma e nipoti attorno (tutti vivi eh, quindi CHE TE PIAGNI A FA', IDIOTA??).
Caso volle che qui in casa abbia trovato un libro di Jamie Oliver, che guardavo con sospetto, perchè s'è comportato peggio del National Museum (alias, ci ha fregato tutte le cose italiane) ma cui mi sono arresa quando la signora con cui vivo m'ha presentato un piatto iper buono che vi riproporrò presto!
Insomma, c'era sta pizza che si fa in dieci minuti di orologio e allora l'uomo del monte, che poi sarei io, ha detto SI. 
E meno male!! Intanto non vi dico la soddisfazione quando il figlio mi ha chiesto "ma come l'hai impastata???" cercando l'impastatrice con lo sguardo.. tutto olio di gomito, amigo!
Il risultato poi, è stato di un buono pauroso, croccante, saporita, sono entusiasta! Ora quando la sera non so che preparare esco una tazza di acqua, una di farina, and that's it!!
Araba, there's a new sceriff in town!! ;)


Jamie's pizza in padella

1 tazza di farina
mezza tazza di acqua 
1 cucchiaio abbondante di olio
sale

Mettete a fontana la farina e il sale, versate piano l'acqua e l'olio e impastate giusto il tempo che si aggreghi il tutto. Riscaldate una padella, ungetela leggermente di olio e mettete l'impasto. Mettete subito la salsa e la mozzarella, altrimenti non avrete nessuna possibilità che si sciolga! Se però non dovesse comunque fondere, scegliete una padella che va anche in forno, così un attimo sotto il grill sistemerà tutto!! 
Buon appetito! 

mercoledì 10 ottobre 2012

Frolla al mais per biscotti e crostate golose!


Qui a Londra si respira addirittura aria di primavera, anche la sera, quando meno te l'aspetti.
E mi invento le occasioni per ridere un po' anche da sola soletta, tipo che ieri la ragazza con cui condivido la casa aveva dimenticato che il padrone di casa tornava nella sua legittima proprietà e mi ha scaraventato fuori dal letto urlando  "George heeeelp! There's somebody at the doors!!" (il mio nome non lo impareranno mai temo).
E rido perchè non solo lui, con quella voce da Babbo Natale "oh-oh-oh-it's me!" non ha spaventato manco me, e poi perchè nell'emergenza di tranquillizzarla ho cominciato a parlare italiano. Me ne sono resa conto quando mi sono chiesta " Ma perchè ancora ha il terrore negli occhi??".
E poi, non è per farmi i fatti loro eh, ma dove corrono sempre?? Io capisco nei giorni lavorativi, siamo tutti a prendere coincidenze, metro, bus, mongolfiera, qualsiasi cosa. Lo capisco.
Ma nel weekend?? No, davvero, ma ndo vanno?? Rilassarsi no eh?
E comunque tornerò una selvaggia, che qua spintone a te, vita mea..
E la domenica, me lo dite dove vanno con tutti quei bouquet? Io pensavo che nei film romanzassero un po' la cosa, invece evidentemente si tirano fiori dietro come se non ci fosse un domani (oltre selvaggia, tornerò anche più romantica).
E poi c'è questa storia di dire ad ogni piè sospinto "Thank you, thank you".
Anche quando la tipa ti riprende perchè hai fatto una ciofeca che non avevi capito che cavolo voleva. "Sei una stupida, te l'ho già detto, ma non capisci??".. Ok, non erano le esatte parole ma se esistono le espressioni un motivo ci sarà. Thank you n'par de ciufoli!
Evvvabbbè, che vi devo dì.. sono un popolo di homini correns, pignoli e pieni di fiori.. Ognuno.. =)

Questa frolla viene dal blog Cook&theCity di Sara e... fatela pleeeease (eh, la mia vena british) perchè è friabile, rustica e profumata da morire!
Sara la propone con un ripieno buonissimo. La mia idea geniale (modestia e simpatia portatemi via) risiede nell'aver aggiunto pasta di pistacchio invece delle pere.. se optate per questa, siate generosi ed aumentate di poco poco il miele da aggiungere. Dal momento che il pistacchio deve sentirsi, mettete un miele neutro.




Frolla al mais
Farina 00, 220 gr
Mais fioretto (o la più fine che trovate), 80 gr
Burro, 150
Zucchero al velo, 120
Uova, 4 tuorli (nella ricetta originale 3)
Rum, 1/2 bicchierino
Lievito per dolci, 1 cucchiaino raso
Sale, 1 cucchiaino

Ripieno
Ricotta di pecora, 350 gr
Panna da montare, 100 gr
Miele, 2 cucchiai colmi (o a gusto)
Vaniglia, semi di una bacca polposa
Rum, 1 bicchierino
Pere William sciroppate, 3 pere (omesse)
Cannella, 1 cucchiaino (omessa)
2 cucchiai di pasta di pistacchio

Montate burro e zucchero al velo; unite, poi, i 4  tuorli, uno alla volta, poi il rum.
Mischiate le farine insieme al sale e al lievito per dolci e disponetele a fontana su una spianatoia. Lavorate velocemente la frolla. Sara dice che la farina di mais ha un livello di assorbimento minore rispetto alla farina di frumento, nel caso risulti troppo morbida aggiungete un pizzico di farina bianca in più ( a me infatti è successo). Avvolgete la frolla in una pellicola e lasciatela in frigo almeno 2 ore (io tutta una giornata, l'ho fatta con moolta calma).
Per il ripieno, lavorate la ricotta con il miele, i semi della bacca di vaniglia e la cannella. Aggiungete le pere (se le avete previste) o la pasta di pistacchi.  Montate la panna e aggiungetela delicatamente, senza smontarla, dal basso verso l’alto.
Fate riposare il ripieno in frigo per 1 ora.
Riprendete la pasta e stendetela non troppo sottile (a  me piace molto sia molto presente, quasi invadente =). Foderate una teglia (24 Ø), imburrata e infarinata, e riempitela con il ripieno di ricotta. Coprite con un’altro disco di pasta.. Se volete potete decorare la torta con i ritagli di pasta avanzata (come ho fatto io) oppure distribuire dello zucchero semolato. Infornate a 180° per 40 minuti circa o fino a doratura della torta.


domenica 30 settembre 2012

London Chronicles #1

Le cose che ho imparato adesso che sono a Londra:

1) Ti sentirai sempre più bruttina di qualche figah-paura, alta un metro ed un Big Ben, dai capelli lunghi e fluenti, leggins e stivali come Sienna Miller nel film "Alfie"... e tu sei appena uscita dalla metropolitana, con la tua sciarpina e maglia della salute, il capello traumatizzato da quelle cavolo di correnti tra un treno brulicante di gente e l'altro, stringendo la cartina della tube con lo stesso sguardo spaurito che presumibilmente ebbero Hansel e Gretel con le loro mollichine, che Dio li abbia in gloria (mi dicono dalla regia che in realtà non sono morti, buon per loro)

2) Ti sentirai sempre più carina di qualche tarchiata donna con sederozzo talmente importante da non garantirle una corretta deambulazione o dell'anoressica hipster.

3) Quando meno te l'aspetti, quando ti perdi , quando hai bisogno di chiarimenti importanti su cose che potenzialmente ti salvano la vita (come l'Oyster Card =P) e vorresti dire al tipo che ti da le istruzioni "E BASTA CO' STA FARSA DELL'INGLESE, ABBIAMO CAPITO CHE LO SAI PARLARE, ORA TORNA SERIO" dimenticandoti che lui non ostenta la lingua, lui solo questa sa parlare, povero diavolo. Dicevo, quando ti stanno per uscire gli occhi dalle orbite, arriva l'italiano, in genere napoletano o romano, che ti illumina sulla Via di Damasco (e che tu guardi come se avessi visto la Madonna, devo riappropiarmi della mia mimica facciale, farò le prove davanti lo specchio..)

4) Se poco poco sei sovrappensiero e guardi le macchine potrebbe, e dico potrebbe, prenderti un attacco di panico nell'osservare che dove dovrebbe esserci il conducente non c'è nessuno. Poi ti rendi conto che guidano al contrario, e l'infarto passa.

5) Ti rendi conto che guidano al contrario quando per attraversare guardi sulla destra, come ti hanno insegnato fosse cosa buona e giusta da fare. E l'infarto ritorna.

6) Ci sono fermate che sanno di favola e ti strappano sempre un sorriso un po' ebete (che te frega, quelle persone non le rivedrai mai più =P).. come Shepherd's Bush Market, Manor House, Barons Court, Elephant and Castel.. non sono buffissimi? =)

E insomma, la lista continuerà, me lo sento.. se mi piace questa città? E' piena di stimoli, è organizzata.. ma devi sempre fare i conti con la solitudine e l'assenza di tutti i tuoi affetti più cari.. Goditela, mi dicono.. sarà fatto, ma mai senza dimenticare da dove vengo ed a chi appartengo..

Come prima cosa, dove potevo andare? No, ditemi voi, dove potevo andare?? Al borough Market ovviamente, vicino al Tower Bridge, nato sotto i ponti della ferrovia, organizzatissimo, con cibo di qualità a buon presso, tipicità da tutto il mondo, inglesi,  italiane,  tedesche, spagnole and so on...

Beccatevi la carrellata di immagini del mio venerdì di fuoco =) Enjoy!


























Il mio pranzo: una paella buonissima di cui replicherò la ricetta al più presto!!




Avevo freddo e questa bibita fumava, quindi mi sembrava di buon auspicio.. poi mi sono resa conto che era alcolica, quando la testa ha cominciato a girare.. salvatemi da me stessa!!



Sante parole =P


mercoledì 19 settembre 2012

Una desiderio messicano: Chili con carne


Io, quando ho sonno o fame (per non parlare della combinazione dei due) cambio umore in maniera abbastanza standard, ossia: sonno = ridarella compulsiva senza fine, fame= istericità poco contenibile.
Ma c'è chi sta messo peggio di me. Oh, se c'è.

Chi sogna per ore un piatto, e se non lo ottiene si rabbuia, ma non sa spiegarti perchè, lo scoprirà lui stesso solo dopo. A panza piena. 
Chi risparmia per settimane ed alla vista di un ristorante cinese manda all'aria qualsiasi buon proposito.
Chi fa quadribis a tavola senza avvertire nessun disagio appena alzato, nè pancia troppo piena nè sonnolenza (come la sottoscritta, per dire)
Chi dice si ad un Wurstel alla piastra alle tre del mattino e poco dopo sogna di festeggiare il prossimo esame a suon di sushi (true vomito, ehm story)
Chi fa merendina con burro d'arachidi e burro.


E dopo tutto ciò.. ha anche l'ardire di non ingrassare di un etto.
Stavo per dire che con questa ricetta partecipo ad un contest sull'amicizia.. ma può mai essermi amico un essere che sfida con baldanza l'elementare legge di natura per cui mangiare più del fabbisogno equivale ad ingrassare?

Infatti non è solo un "amico" è molto di più.. è colui  cui affido i miei pensieri e che me li ritorna più leggeri e meno affilati, che sta bene con la mia famiglia e che (udite udite) la difende dai miei stessi attacchi, che mi insegna la pazienza, mi racconta di musiche e poesie, di viaggi da fare, mi incoraggia, mi fa morire dalle risate con la sua imbranataggine, mi segue mentre traffico in cucina con domande, baci e intromissioni varie ( questo NO BUONO, ma che ci volete fffà), mi fa capire che c'è sempre, qualsiasi cosa succeda..
Il mio personalissimo pozzo senza fondo insomma =)

Ho pensato a lungo a quale ricetta lo rappresentasse: c'era l'elegante e leggera freschezza del Sushi, la schietta e goliardica cucina tradizionale e la piccante pastosità del Chili. 
Alla fine credo proprio che quest'ultimo sia un po' come noi:  piccantini si, ma dal sapore morbido, cremoso e speziato, come ogni Chili che si rispetti!

1 spicchio di aglio
150 ml di brodo di manzo
1 pizzico di cannella
250 gr di polpa di manzo
250 gr di polpa di maiale
100 gr di cipolle
un mazzetto di coriandolo
1/4 di cucchiaino di cumino
250 gr di fagioli rossi
5 cucchiai di olio evo
pepe nero macinato a piacere
1 peperoncino fresco piccante
mezzo peperone rosso 
mezzo peperone giallo
200 gr polpa di pomodori
scorza di un lime (facoltativa)
sale q.b.


Tagliate la polpa di manzo e di maiale a cubetti; mondate la cipolla e l’aglio quindi tritateli finemente; lavate il peperone, tagliatelo in due, eliminate i semi e i filamenti interni e tagliatelo a quadretti. Eliminate i semi dal peperoncino e tagliatelo finemente. 
Prendete una padella capiente e mettete olio, cipolla,
aglio, peperoncino e peperoni; fate soffriggere gli ingredienti assieme alla carne per 10 minuti, poi aggiungete la polpa di pomodoro, il coriandolo, il cumino, cannella, pepe nero e sale, quindi lasciate cuocere per circa 25 minuti aggiungendo, qualora serva, il brodo di manzo (in questa fase potete aggiungere, volendo, la scorza grattugiata di 1 lime).
Unite i fagili e fate addensare.

con questa ricetta partecipo al contest di Dolci Gusti 





Per quanto riguarda il regalo che gli farei se potessi (ma lui non ne vuole sapere) non ho dubbi:prenderei questa tracolla, nella speranza che abbandoni la mia borsa mettendo dentro chiavi, portafogli e chi più ne ha più ne metta! =P

 





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