giovedì 17 ottobre 2013

A pizza co' pummaroru n'coppa!



Ebbene si, mi sono data anche io all'arte bianca: dal mio forno escono brioche, pizze, pani.. a volte molto buoni ma la cui fragranza non dura che un giorno, brutti e non buoni e così così.. Insomma, è un'arte che richiede pazienza, tempo e, a mio modo di vedere, silenzio.
Si, perchè è bello godere dell'esperienza dell'impasto che si "accorda" sotto le mani.
E' bello mettere amore in ciò che si fa, pensando alle persone per cui state preparando la pizza, una per una. E' bello immaginare il gusto, le risate, la soddisfazione.
Ma vi avverto: dopo il silenzio preparatevi all'ondata di complimenti, perchè ho scovato delle ricettine spettacolari!

Quella che vi presento oggi viene da questo sito: http://vivalafocaccia.com/.
Vittorio è molto bravo ed estremamente chiaro.. se ce l'ho fatta io ad avere una pizza come quella della pizzeria, allora ce la può fare chiunque!
Ho anche comprato la pietra refrattaria, con neanche 20 euro mi sono garantita giuoia perpetua, o almeno ogni volta che apro il forno!
In particolare, io ho seguito questa versione qui: http://vivalafocaccia.com/2010/06/05/pizza-ricetta-napoletana-con-il-lievito-naturale-casa-impasto/.

Mi raccomando, seguitelo passo passo e non avrete problemi! Anzi, vi dirò di più: io ho anche congelato i panetti e poi, se la sera avevo in mente di fare una bella "pizzata", li tiravo fuori dalla mattina e li lasciavo scongelare in frigo, nel ripiano più basso.
Il risultato, per quanto le foto non siano perfette, mi sembra soddisfacente, no? =)
Fatemi sapere dei vostri esperiementi!
A presto e buona pizza a tutti!



giovedì 28 marzo 2013

Fideuà con finocchietto riccio, alici, pinoli ed uvetta


Quando ho letto la ricetta dell'MTChallenge di marzo, la prima cosa che mi ha sorpreso è stato la tostatura della pasta.. Dovevo assolutamente provarla!
Poi era da un po' che mi stuzzicava l'idea di preparare un bel piatto di pasta con finocchietto riccio e alici sott'olio, tipico della Sicilia, con quella sua fragranza birichina e pungente e quella consistenza che si scioglie in bocca!
Però m'ero preoccupata: lì ci vanno pinoli e uvetta passa, potrò ancora farlo??
Ecccome no! Studiate tutte le regole, si passa in cucina!!
Non vi dico il profumo che emanava la pasta nella paellera (fatemi divertire ad usare sto termine, una volta che l'ho imparato..! Non sapevo si chiamasse così, quante cose si imparano con l'MT!
L'unica perplessità era data dalla salsa: non stava male, anzi smorzava un po' il sapore importante degli altri ingredieti, dando una tregua al palato.. Non male come idea!
Ecco qui la ricetta
Ingredienti per due persone:
200 gr di spaghetti spezzati
finocchietto riccio a piacere
200 gr di alici sott'olio
2 cipolle
uvetta passa e pinoli a piacere
qualche pomodorino
per la salsa
Un uovo intero
olio di semi qb
sale
Per il brodo: mettere in una pentola con 500 ml d'acqua fredda il finocchietto, le cipolle, qualche alicetta sott'olio , regolare di sale e fare bollire per trenta minuti.Mettere da parte.Mettere in una padella un filo d'olio e gli spaghetti, fino a farli diventare marroncini ma non bruciati. Mettere da parte e, nella stessa padella, trasferire il finocchietto scolato del brodo, abbondante olio, l'uvetta, i pinoli, i pomodorini tagliati a piccoli dadini, le alici e aggiustare di sale. Quando i sapori si saranno amalgamati, unire il brodo, farlo bollire ed aggiungere la pasta tostata.Cuocere secondo i tempi di cottura della pasta.Per la salsa: mettere nel robot l'uovo, il sale e versare a filo l'olio di semi fino ad addensarla.Aggiustare di sale.


lunedì 25 febbraio 2013

Torta velocissima ricotta e marmellata

Aspettando l'esito di queste elezioni, vi propongo un dolce non troppo dolce: la presenza della ricotta,  formaggio notoriamente "magro" e permesso nelle diete,traveste da "dietetica" (come se ne potessero esistere) pure questa torta, quel tanto che basta per farvelo godere in modalità senso di colpa off!
Non ricordo in che libro ho visto questo meraviglioso guscio di pasta ricoprire la ricotta e la marmellata, so solo che in casa mia ha spopolato! La marmellata di lamponi, acidula e dolce si sposa perfettamente con la cremosità della ricotta, che ho dolcificato apposta pochissimo.
Non posso parlare neanche di ricetta, ma di semplice assemblaggio, che come dice Lorraine Pascale "Potrei fare da me la pasta sfoglia, ma la vita è troppo breve".
L'ho riprovata anche in versione "mi-ci-impegno-davvero-ad-ingrassare-faccio-la-pasta-frolla" ed è mitica anche così.
Ma.. c'è un ma.. se mi fossi impegnata davvero avrei osato con uno strato generoso di crema di nocciole e nocciole tostate.. Che ne pensate? non sarebbe un'idea voluttuosamente e oscenamente buona?
E quindi con questa torta è solo un'arrivederci, perchè io ci torno di sicuro!
E voi fatemi un favorone.. provatela!!


Ingredienti per una tortiera (meglio se apribile) del diametro di 20 cm.
Un rotolo di pasta sfoglia o 600 gr di pasta frolla
450 gr di marmellata (mitica quella di lamponi)
500 gr di ricotta
zucchero a piacere (io 8 cucchiai colmi)

Procedimento
Ricoprite la tortiera di carta forno, poi di pasta frolla/sfoglia, spalmate tutta la marmellata. A parte lavorate a crema la ricotta con lo zucchero, versate sulla marmellata, coprite con altra frolla/sfoglia e bucate con la forchetta per fate uscire l'umidità.
Infornate a 200° per mezz'ora.





venerdì 8 febbraio 2013

Di teneri ricordi e della speedy cheesecake di Jamie!


" Zia, chi preferisci tra me e mio fratello?"
" Ma tu come potresti mai scegliere tra due cose bellissime e diverse tra loro? E' come chiedermi di scegliere tra gelato al cioccolato e quello al limone: li adoro tutt'e due!"
Lei mi guardò entusiasta della mia metafora: era ancora in una fase di adorazione nei miei confronti che mi inteneriva e intimoriva allo stesso tempo.
Da quel momento in poi, ogni volta che andavamo in una gelateria, lei si catapultava alla cassa e urlava " Per mia zia  cioccolato e limone!", garantendomi l'acidità di stomaco per un giorno intero.
Maledicendo la mia vena poetica dalle metafore poco azzeccate, riuscivo ad evitare il peggio solo urlando a mia volta " Oggi solo cioccolato!".
Forte della conclusione che in gelateria ero andata con lei e che quindi lei era inevitabilmente "cioccolato", mi sorrideva di un sorriso orgoglioso e sdentato che terrò sempre qui, da qualche parte nel cuore..

***
"Zia pecchè Jerry no bbuole che Tom si sposa con quella gattina?" mi chiede lui, due anni di soldo di cacio, gli occhi grandi e vellutati come quelli di una foca.
"Perchè ha paura che facciano i gattini, e per lui sarebbero altri problemi..." rispondo tutta entusiasta di aver trovato una soluzione plausibile alle mosse del personaggio di un cartone animato che manco stavo seguendo in quel momento. 
Lo lascio con la boccuccia corrucciata.
Poi mi spara lì il suo PP (Pensiero Potente).
" Io una votta mi sono dottchiato (alias: mi sono fatto la doccia) pecche avevo un appuntamento, e poi mi sono ppposato!"
"Oh, congratulazioni allora Matteo!"
"Laccia ttare le congratulaccioni! Ora mi spuntano i figli!!"
Quella volta aveva tradotto la mia spiegazione in figli=problemi serissimi, facendomi sbellicare dalle risate!!! =)

Questi ricordi (e la relativa ricetta, di cui sono ghiotti) sono per dire ai miei nipotuzzi che stanno crescendo meravigliosi e insopportabili  fantastici come nessuno mai! =) Vi voglio bene!!
***
Questa ricetta mi ha davvero soddisfatta per la sua velocità di preparazione e la sua bontà, quindi  intimoritevi per tante cose (come il fatto che sono io a proporvi la ricetta) ma non frenatevi solo perchè Jamie parla di" tazze", ovvero le sue cups inglesi: possono sostituirsi con un vasetto di yougurt o un altro recipiente, l'importante è usare sempre lo stesso per fare tutto in proporzione!
Non perdete tempo a convertire le cups in grammi, si snaturerebbe lo scopo di questa ricetta: gustare qualcosa di buono alla velocità della luce!
Per quanto riguarda i biscotti allo zenzero.. si, certo, potreste sostituirli con biscotti Digestive o i nostri biscotti secchi, però date loro una chance, perchè fanno davvero la differenza. All'Ikea ve li tirano quasi dietro di quanti ne hanno: allo zenzero aromatizzati al limone, alle mandorle, semplici.. provate, davvero!!  Per quanto riguarda il lemon curd, Donna Hay dice che se le uova sono a temperatura ambiente e si mettono fuori dal fuoco non si stracceranno: effettivamente nel mio caso è stato proprio così, fortuna o meno che sia non so! =)

Ingredienti per quattro minicheesecake

3 cucchiai di burro
1/2 tazza di mandorle leggermente tostate
8 biscotti allo zenzero
lemon curd (ricetta in basso)
1 tazza di mascarpone
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
un po' di latte
1 cucchiaio di zucchero

Procedimento
Mettete il burro in un padellino a fuoco alto. Tritate insieme i biscotti e le mandorle. Spegnete il fuoco, aggiungete la polvere di biscotti e mandorle al burro e mescolate. Mettete da parte.
Mescolate energicamente il mascarpone con la vaniglia e lo zucchero, poi aggiungete latte fino ad ottenere un composto molto morbido e cremoso.
A questo punto potete procedere a comporre le minicheesecake. Jamie pone la base di biscotto sul fondo, poi il lemon curd ed infine il mascarpone, seguendo l'ordine di una classica cheesecake, io invece ho preferito fare si che i vari strati si ripetessero, l'ho trovato molto più gustoso. A voi la scelta!

Per il Lemon curd

Ingredienti
180 gr burro
165 gr zucchero
160 ml succo di limone
3 uova a temperatura ambiente

Procedimento
Mettete il burro, lo zucchero ed il succo di limone in una pentola a fuoco basso e mescolate fino a quando il burro non sarà sciolto e lo zucchero dissolto. Togliete dal fuoco e unite le uova. Rimettete sul fuoco e mescolate continuamente per 8, 10 minuti o comunque fino a quando non si sia addensato.

Con questo post partecipo al Contest di Farina lievito e Fantasia "La cucina del cuore"


lunedì 21 gennaio 2013

I Pici per l'MTChallenge!



Non avevo mai fatto la pasta a mano.. e ora so perchè..
Quando ho letto la nuova sfida dell'MTChallenge ho pensato "non ja posso fare". 
Poi la semplice osservazione della foto è diventata curiosità, la curiosità è diventata ossessione, l'ossessione vera e propria cupidigia! In più  da un bel po' di tempo stavo covando un senso di rivalsa,rancore, invidia e gelosia nei confronti di una trattoria dove tutto, rigorosamente fatto in casa, era talmente buono e ben fatto che il mio ragazzo aveva l'espressione stabile in modalità "estasi". In quel tavolo sentivo la canzone "e io tra di voi", dove il "voi" erano lui e la pasta! Grrr!
Allora ho detto "Ok, basta, devo fare anche io la pasta in casa".
Quindi mi sono messa lì, brava brava a studiare i Pici della Patty, sapevo tutto a memoria, mi sentivo carica,preparata, invincibile! 
Da quel momento in poi è cominciato il mio stream of consciousness, che manco Virgian Woolf:
"La ricetta però è per quattro persone, noi siamo sei, e mangiamo per otto, ce la farò a gestire un impasto raddoppiato?"
"Brava forchettina, mescola mescola, rimandiamo il momento in cui dovrò mettere.. le mani in pasta"
"Ok, io vado eh? Allooora, impasto di qui, amalgamo di lì.. oddio, ma è tutto troppo umido, si appiccica, non mi molla, aiutooo!"
"Niente panico, aggiungo un po' di semola, che sarà mai, Patty dice che alla pasta devi volere bene, non arrabbiarti, no?  Ok, prendiamo la sem.. dov'è la semola?? Mammaaaa! perchè fai ordine ADESSO, perchè??"
"Ok, semola presa.. ma guarda un po', la pasta diventa morbida e malleabile.. ma che bella sensazione.. la pasta avrà capito che le voglio un po' bene?"
"Mmh.. ma devo impastare solo per dieci minuti?? Ma io mi sto rilassando tanto, non vorrei più smettere!!"
Insomma avete capito, la fase dell'impasto nnnn'è stata male.. Al momento di tirare la pasta, però, nuove paturnie in vista:
"Qui non si tira niente, forse ho spolverato le strisce con troppa semola, perchè scappa tutto enon si arrotola niente!"
"Ok, bagniamo un po' le mani.. ah ecco, così va bene.. ah anvedi un po' sta pasta che elastica, si fanno certi fili luuunghi!"
"Eh ho capito, ma io qui mi sto annoiando, è sempre la stessa storia, tira di qui, tira di lì, c'ho otto persone a pranzo, la mia vita finirà qui, in questa cucina?? Aiuto!!"
Insomma alla fine ho comunque stirato mezzo impasto, il resto è ancora lì,che mi guarda arrabbiato e indispettito.
Oh, io c'ho una vita, ti vorrò anche bene pasta mia, ma le nostre strade qui si separano!
Anche perchè il benvenuto al mio ragazzo è stato "E' tutta colpa tua! Tua e di quella trattoria del cavolo!!".

Come dite? volete sapere se c'è stato almeno un piccolo happy ending? Bè, se il fatto che tutti hanno apprezzato la consistenza callosa e il gusto casereccio e tenero si può definire un successo.. Si, ho fatto centro! Grazie Patty!!

Per la ricetta dei Pici, vi rimando direttamente da lei, in quella pagine che ho studiato con tanta devozione.

Per quanto riguarda il condimento, ecco cosa vi servirà (dosi per otto persone):

500 gr di tritato di carne
1 kg di broccoli
1 cipolla bianca
2 bicchieri di vino bianco
olio
sale

Mettete dell'acqua in una pentola e, quando bolle, immergete i broccoli per dieci minuti.
In una padella fate imbiondire la cipolla tagliata sottile con un cucchiaio d'olio, a fuoco basso, mi raccomando. Poi sfumate due cucchiai di vino bianco e versate tutta la carne. 
Quando questa sarà cotta, scolate i broccoli e amalgamateli nella padella. Copritela fino a quando la pasta non sarà pronta per essere condita. 

giovedì 17 gennaio 2013

Muffin pancakes..I Puffin!



Non so perchè ci ho messo così tanto a sperimentare queste piccole morbidezze, e dire che solo a guardarle in questa foto avrei dovuto catapultarmi in cucina, chiudermici dentro e darmi alla loro preparazione selvaggia per sempre! 
La mia conoscenza dei pancakes risale a qualche anno fà, quando una mia cara amica, reduce da un viaggio negli Stati Uniti, decise di fare sentire anche me turista d'oltreoceano facendomi prendere qualche kg, proprio come ogni bravo visitatore della terra a stelle e strisce! 
E quindi, tutte felici,  preparammo delle frittellozze che però lasciarono delusa anche lei!
A quanto pare, è da allora che la mia intrepida viaggiatrice rimugina e sperimenta su quella ricetta che aveva osato disattendere le nostre aspettative e qualche mese fà mi ha fatto provare dei pancakes s-t-r-e-p-i-t-o-s-i, morbidi ed areati, delicati eppure di carattere, non quelle spugnette che hanno la capacità di far sparire ogni traccia di sciroppo d'acero, di quelli che per quanti litri tu ne possa mettere, scomparirà sempre e ti ritroverai a mangiare la stessa quantità di pancake e sciroppo (bleah).
Fatto sta che l'unione della sua mente malvagia con la mia mente malvagia ha aperto la strada a mani perennemente appicciose di sciroppo , scorpacciate senza fine ed esperimenti vari, come.. i Puffin!
In realtà credo che rimpiazzerò l'impasto dei muffin canonici con questo qui, perchè li rende soffici e scioglievoli come quelli che mangiavo a Cambridge in quei piccoli e deliziosi Cafè e, cosa ancora più golosa, sono buonissimi semplice, con gocce di cioccolato, con fragoline o mirtilli.. insomma sbizzarritevi!!



Ecco qui l'interno del Puffin.. sappiate che ho dovuto legare la mia amica alla sedia per avere il tempo di scattare la foto eh! Quindi non dite che non vi penso!


Per 10 pancakes o 7 Muffin
200 gr di farina 00
2 uova
250 ml di latte
2 cucchiaini di lievito
2 cucchiai di zucchero
25 gr di burro
gocce di cioccolato ( a piacere)

Procedimento
Sciogliete il burro in un pentolino e mettete da parte.
Montate i bianchi d'uovo ma manteneteli morbidi, non a neve ferma, altrimenti si formeranno molti grumi una volta uniti al resto dell'impasto. 
A questo punto, mescolate i rossi d'uovo con la farina, il lievito, il burro ed il latte e poi unite i bianchi mescolando dal basso verso l'alto, per non smontarli.
Mescolate le gocce di cioccolato con della farina, così quando le unirete al resto dell'impasto non andranno tutte sul fondo.
Imburrate e infarinate gli stampini da muffin e versatene meno della metà,mettete delle gocce, ricopritele con altro impasto per i 3/4 della capienza e poi mettete qualche altra goccia sulla superficie.
Mettete in forno preriscaldato a 175° per dieci minuti o finchè la prova stecchino non restituirà uno stecchino asciutto.


venerdì 4 gennaio 2013

Pizza con liquido di governo della mozzarella, cotta su pietra ollare: due esperimenti in uno!




Quando ero in Inghilterra ho letto un paio di cose sulle pizze che dovevo assolutamente provare e finalmente quel giorno è arrivato!
Nel blog di Pane, Burro e Marmellata, infatti, avevo letto di un impasto lievitato creato utilizzando il liquido di governo delle mozzarelle di bufala e sfruttando quindi i fermenti lattici del latticello.
Pareva che l'effetto fosse uguale a quando si utilizza il lievito madre, che io non ho ancora avuto la pazienza di iniziare, quindi ero molto, molto invogliata a provare (nonostante le otto ore di lievitazione previste!).
La cosa mi incuriosì tanto, ma non ero sicura di poter trovare dell'ottima mozzarella senza per questo dovermi vendere casa e famiglia, quindi misi da parte l'idea.

Avevo anche letto di una pietra refrattaria che garantisce una pizza dai bordi alti e il classico effetto maculato che solo un forno a legna sa dare! Dovevo averla..
Ora, avendo io un fratello tonto, è probabile che alla sua domanda "cosa vuoi per Natale?" abbia solo registrato la risposta "quella pietra da mettere in forno..." mentre io mi ero dilungata in descrizioni quali "che si chiama pietra refrattaria, e si usa per fare pizza e pane simulando l'effetto del forno a pietra!". 
Quindi mi è stata regalata una pietra che va si in forno, ma solo per essere poi essere estratta dallo stesso e fungere da griglia per alimenti! La pietra ollare!
All'iniziale delusione è subentrata la speranza.. può la pietra ollare dare gli stessi risultati della refrattaria??
Bè,non ho una pietra refrattaria quindi non posso fare il confronto, ma di sicuro i bordi crescono come non hanno mai fatto nel mio semplice forno a gas!
Per quanto riguarda l'impasto col lievito di governo, non avevo la mozzarella di bufala e ne ho usata una normale, che non aveva molto latticello. credo sia questo il motivo per cui l'impasto non ha lievitato tantissimo, nonostante le otto ore previste, quindi mi tocca riprovare, ma se non avete lievito madre a portata di mano è sicuramente un'idea  utile.

La pietra ollare.
Il nome deriva da olla, che in latino significa pentola. E' di colore verde scuro con venature biancastre, ed è molto adatta a cotture lunghe e dietetiche, perchè non è necessario l'uso di grassi aggiunti.
Prima del primo utilizzo bisogna lavarla con acqua ben calda, cospargerla di olio e sale e lasciarla a riposare 24 ore. Dopo di che, mettetela in forno con largo anticipo perchè richiede molto tempo per riscaldarsi ed altrettanto per raffreddarsi. Farla riscaldare in modo graduale, mai inserirla a forno già caldo, perchè il rischio rottura è molto alto. Per lo stesso motivo non buttare sulla pietra calda acqua fredda: nella migliore delle ipotesi si creperebbe.
Quando fredda, pulire con uno straccio imbevuto di aceto e mai, mai con detergenti, poichè la superficie porosa li assorbirebbe per poi rilasciarli sul cibo cotto sopra.
Nela mia esperienza, meglio metterla direttamente a contatto con la base del forno, sia esso a gas o elettrico.

Ed ora la ricetta!!


Pizza cotta su pietra ollare con liquido di governo 
(come si vede nella foto, io ho fatto un bordo ripieno.. PizzaHut e Domino's insegnano!!)

250 gr di farina 00
120 ml di liquido di governo della mozzarella più il suo latticello (ottenuto strizzandola)
1 cucchiaio di zucchero

Mettere il liquido di governo ed il latticello il una ciotola e fare riposare per due giorni.
Passati questi, mescolarlo alla farina e zucchero. deve venire fuori un impasto ben idratato, un po' appiccicoso, che riporrete in una ciotola, coprirete con un piatto di ceramica e dimenticherete per otto ore a temperatura tiepida.
Stendete la pasta e condite a piacere.






lunedì 31 dicembre 2012

Auguri in rima e un pane augurale!



Di auguri chiassosi non me ne importa niente
Ogni anno con gran fragore ne fa senza pensarci troppa gente.
Invece io sto qui nel silenzio della mia cucina
e mi invento una speziata formula magica così, in sordina.
Scelgo un pane dolce, simbolo della quotidianità,
Poi la mano sceglie l'arancia, simbolo di gioia per il futuro e grande prosperità.
Ma il passato non voglio lasciar senza lodi,
Lo ricordo con la cannella e del garofano i chiodi.
Non pensate che sia tutto lì, 
manca ancora ciò che fa magico tutto l'anno
Che se no sarebbe solo un grande affanno!
E' l'Amore,
Quello immenso, meraviglioso e prorompente
che vi auguro aggiungendo al mio pane tanto cioccolato fondente!



                                      

Eh già, per More Sugar Than Sense questo è il primo Capodanno, e gli auguri non si potevano che fare in cucina! Ho pensato a questo pane dolce e mi sono fatta guidare da ciò che auguro a tutti, con ingredienti  aggiunti per l'occasione. Ho dato una forma a treccia e l'ho decorata, per decorare la tavola il giorno di Capodanno. con l'impasto avanzato ho fatto una ghirlanda da appendere all'Albero.. un po' in ritardo ma non sarei io se non ci pensassi all'ultimo secondo! ;)
Un pane molto profumato, che vi consiglio di riscaldare prima di gustare.. così buono che mi sono commossa!! =)
Auguri!!


Per questo pane una volta ho usato il lievito di birra ed ho atteso che lievitasse, un'altra invece ho usato il lievito in polvere istantaneo, quello per pizze insomma. Ovviamente con quest'ultimo il prodotto finale sarà diverso: meno morbido ed areato, ma sicuramente più adatto ad essere tostato. Sono buoni entrambi, dipende da ciò di cui avete voglia in quel momento =)

Pane dolce all'arancia e cioccolato
1 cubetto di lievito di birra (o una bustina di quello istantaneo per pizza, come ho detto sopra)
250 ml latte tiepido
100 gr zucchero
70 gr burro a temperatura ambiente
1 cucchiaino di sale
2 uova grandi
1 kg di farina
1 fiala di essenza d'arancia (abbiamo detto per celebrare il futuro eh, pensateci quando l'aggiungete!)
Cannella e  polvere di chiodi di garofano a piacere (io non volevo sentirli troppo quindi ne ho messo solo un pizzico.. voi abbondate pure se volete ricordare di più il vostro passato =P)

Per il ripieno
cioccolato fondente a scaglie (almeno 200 gr.. abbondate che di Amore non ce n'è mai abbastanza! =)

Sciogliete il lievito nel latte e lasciate per 5 minuti.
Cominciate ad impastare lo zucchero con le uova ed il burro a tocchetti. Aggiungete il latte con il lievito. Poi pian piano la farina ed il sale (quest'ultimo è meglio metterlo solo adesso e non prima, altrimenti andando a contatto con il lievito potrebbe inibirlo).
Deve risultare un impasto morbido ma non appiccicoso: se non dovesse staccarsi bene dalle pareti aggiungete un po' di farina.
Coprite con un panno umido in forno spento, ma che avrete preriscaldato a 50°, per un'ora.
Stirate poi la pasta, tagliate tre strisce belle larghe e mettete le scaglie di cioccolato. Create una trecciona attaccando bene le estremità con un po' di latte e ponete in forno per venti minuti.




venerdì 28 dicembre 2012

I cookies dell'allegria




Buon lunedì a tutti! Passato bene il weekend? Spero di si!
Oggi vi propongo questi biscotti che mi portano ad un altro ricordo del mio periodo inglese (c’è chi ha avuto il periodo blu, io inglese, ognuno..).
Li ho scoperti una sera in cui delle simpaticissime ragazze di Saint Tropez mi chiesero di andare a cena con loro per.. mangiare sushi (a Cambridge, lo so, lo so). Chiesi alla mia amica tedesca di unirci a noi e lei, un po’ titubante, accettò.
Per me era tutto abbastanza costoso (mavvà.. so anche questo, ma ho la fissa che se dici no ad un invito poi non ti invitano più!), così mangiai pochissimo e lei anche!
Al ritorno le mie nuove amiche tornarono a casa con i mezzi, noi a piedi (ricordate che ci piace passeggiare?) e nella strada ci fermammo  da Sainsbury’s per riempire gli stomaci brontolanti! Fu allora che vidi una confezione di biscotti nel reparto “panetteria” del supermercato. Si chiamavano cookies, erano appena sfornati ed erano fantastici.
Per me poi questi biscotti sono direttamente associabili a grasse, grassissime risate (da qui il titolo del post), perché mentre camminavamo, ubriache di questa scoperta golosa di cui avevamo piena la bocca, la mia amica ha pestato una confezione di salsa bianca appena fuori Domino’s Pizza e questa, sfidando qualsiasi forza di gravità è schizzata fin sopra il ginocchio sporcandola tutta e rilasciando un profumo di aceto fortissimo! Io, ancora immersa nel mio mondo di cookies non ho visto niente, ho solo sentito una serie di imprecazioni in perfetto inglese che non le avevo mai sentito! All’inizio ho osservato la scena con religioso e rispettoso silenzio, poi ho cominciato a ridere e lei ,guardandomi, ha riso anche di più! Siamo rimaste in strada, puzzose di aceto, con i cookie in mano e morte dalle risate!
Che mi serva di lezione per questa grande golosità che non fa capire né vedere più niente! =))

Ricetta dei chocolate chips cookies (tratta dal blog Croce e delizia)


230g farina
1 cucchiaino raso di bicarbonato
 200g burro
100g zucchero semolato
180g zucchero di canna
 1/2 cucchiaino sale
 2 cucchiaini estratto di vaniglia (io ne ho messi quattro)
 1 uovo
1 tuorlo 
200g gocce di cioccolato (io ho messo pezzettoni di cioccolatini Lindt al latte, quelli tondi e magicamente fondenti all'interno)
80/100g Noci pecans tritate, tostate (era facoltativo e difatti io non ne ho messe)


Preriscaldate il forno a 200°.
Mettete 180 gr di burro su fiamma viva per tre minuti, in modo che incontrandosi poi con lo zuchero contribuisca a rilasciare il leggero retrogusto di toffee tipico dei cookies. Toglietelo dal fuoco e versatelo in una terrina dove aggiungerete poi il rimanente burro, i due zuccheri, il sale, la vaniglia e mescolerete per 3 minuti.
Poi aggiungete le uova e mescolate per altri tre minuti. Dopo un'ulteriore pausa mescolate mescolate per altri tre minuti. Poi mettete i pezzi di cioccolato nella farina e aggiungete tutto a poco a poco nell'impasto.
Metteteli su una teglia che vi preoccuperete di coprire con carta da forno e ponetela a metà altezza.
Devono stare 14 minuti in forno su per giù, appena vedete i bordi dorati usciteli subito, non vi fate intimorire dal centro ancora morbido, raffreddando avranno quella consistenza per cui sono famosi: croccanti ai bordi e morbidi al centro.

* Riflessioni zuccherose *
I pezzi di cioccolato al latte  si abbracceranno con la texture  morbida e avvolgente del centro, sprigionando un sapore golosissimo dal retrogusto di toffee. Il cioccolato Lindt poi..che ve lo dico a fà?? =P
Da fare e rifare!

Con questa ricetta partecipo al contest "Biscotti senza forma" di Crema e panna!


- English Version -
Happy Monday to all! Did you have a good  weekend? I hope so!
Today I propose these cookies that lead me to another memory of my English period (some have had the blue period, I’ve had the English one ..).
I discovered them one night when some nice  Saint Tropez girls asked me to come to dinner with them .. eating sushi . I asked my German friend to join us. She was a little hesitant, but agreed.
For me it was all quite expensive (I know I should have expect it, but I have the idea that if you say no to an invitation, then the others do not invite you again!), So I ate very little and she too!
At the end of the dinner my new friends went home by bus, we walked (we like to walk, remember?) and we ended up to Sainsbury's to fill our stomachs! It was then that I saw a pack of biscuits in the "bakery" in department. They were freshly made and they were fantastic!
Moreover, for me  these cookies are directly associated with big laughs because while we were walking, drunk with the sweet discovery of which we had full mouth, my friend stepped on a packet of white sauce just outside Domino's Pizza and this, in defiance of every natural law rocketed above the knee releasing a strong smell of vinegar!
I was so immersed in my world of cookies I didn’t see anything, I just heard a series of expletives in perfect English that I had never heard before! At first I just observed the scene with religious and respectful silence, then I started laughing and she looked at me, laughing even more! We stayed in the street, smelling of  vinegar, with cookies in hand, laughing like fools!
It serves us  as a lesson for this great gluttony that doesn’t make us understand or see anything! =))


Recipe for chocolate chip cookies (taken from the blog Croce e Delizia)

230g flour
1 teaspoon baking soda
200g butter
100g caster sugar
180g brown sugar
1/2 teaspoon salt
2 teaspoons vanilla extract (I chose four)
1 egg
1 yolk
200g chocolate chips (I used chunks of Lindt milk chocolate)
80/100g chopped toasted pecans, (optional)

Preheat the oven to 200 degrees.
Put 180 grams of butter on high heat for three minutes, so that it releases slight aftertaste of toffee, typical of cookies. Remove it from the kelp and pour in a bowl, then add the two sugars, salt, vanilla and stir for 3 minutes.
Then add the eggs and stir for other three minutes. After another pause stir for three minutes. Then place the chocolate pieces in flour and gradually add to the dough.
Put them on a baking sheet covered with baking paper and place it at mid-height in the oven.
They have to stay 14 minutes in the oven more or less, when you see the golden edges put them  out immediately, even if  the center is still soft, cooling it will have the consistency for which they are famous: crisp edges and soft in the middle.
* More Sugar than Sense Reflections *
The pieces of milk chocolate will embrace the texture soft and enveloping  of the center, releasing a luscious taste of toffee. Then the  Lindt chocolate .. can you imagine it? = P
You’ll do it again and again!


martedì 18 dicembre 2012

Donuts Anyone?



"Me li hai portati i Krispy Kreme??" chiede la mia amica speranzosa, al mio ritorno da Londra.
Se mi avesse vista, con due valigie,uno zaino ed un pacchettone (neanche contenente regali ma niente-popo-di-meno-che... pieno di sciarpe.. la valigia s'era ristretta sicuramente, perchè all'andata ci stava tutto, al ritorno NO.. capita anche a voi?)  non mi avrebbe fatto questa domanda..
Ma la sua faccina intristita m'ha fatto così dispiacere che ho esclamato, tutta contenta "MA TE LI FACCIO IO!!".
Ho infatti una ricetta spaziale che conosco da quando ho memoria, visto che mia mamma faceva queste ciambelle spesso quando ero bambina, per la gioia dei miei amici e di noi, suoi pingui figlioli (e te credo! Con tutto sto ben di Dio sempre in giro pppe casa!!).
All'epoca si chiamavano ciambelline, che di Donuts non se ne sapeva neanche l'esistenza, e tutt'oggi nella mia famiglia sono conosciute come le ciambelline di Gio.. eh già, perchè cascasse il mondo, queste fragranti rotondità erano immancabili anche ad ogni mio compleanno, attese e accolte meglio della festeggiata,  torta di compleanno =P
Quanto erano belli quei compleanni, Febbraio quel giorno profumava di sole e io stavo lì a guardare mia mamma che tutta allegra friggeva queste piccole delizie.. ogni volta che ne mordo una tutt'ora, "assaggio" quelle giornate di festa!
Tutto bellissimo, direte voi, ma alla fine le hai fatte ste benedette ciambelline? Eh già, però, quando mi sono offerta di prepararle da sola, non sapevo in quale operazione rocambolesca mi fossi appena messa.
Oh no, non per le ciambelline-donuts, che sono facilissime, ma.... per la mia famiglia.
Eh già, ritorna lei, grande protagonista di questo blog nonchè della mia vita, leit motiv di tutte le mie avventure più incasinate, mia croce e delizia, turbolenta ed affollata presenza nei miei giorni.. bè insomma, avete capito.
E allora torno a casa subito dopo pranzo, gli ingredienti ci sono tutti, la cucina mi aspetta,apro speranzosa la porta  e mi sento quasi in quel film, Jumanji, dove Robin Williams apre la porta della stanza da letto e si trova davanti leoni ed elefanti imbizzarriti.
Solo che qui è peggio: nipote di sette mesi che mi tende le mani al suono di un fragoroso giocattolo canterino ("la prendo o spero che, gattonando, non si tiri addossoil Benjamin Ficus??"), il fratello 9enne che, tornato da scuola, ha un improvviso raptus di secchionaggine e deve fare i compiti in cucina e gli serve spazio, la sorella 12enne con mal di testa da diva deve riposare in vista della prossima recita concerto (se legge "recita" dice che è da poppanti e m'ammazza), un'amica di mia mamma venuta a prendere un caffè... e la mia amica che veniva alle quattro! In risultato era, tra le altre cose, una me itinerante con la stufa in una mano e l'impasto nell'altra per trovare un posto dove ricreare un ambiente idoneo per la lievitazione.. una pazza! =)
Ma il risultato è stato buonissimo, la mia amica è stata contenta ed io ho accusato solo un leggero mal di testa a fine serata ;)

Se posso dire la mia, quelli con la glassa semplice colorata di rosa sono anche meglio di quelli al cioccolato, perchè si sente di più l'impasto croccante e zuccheroso =)

Ingredienti 

35 gr di burro ammorbidito

350 gr farina 00
300 gr di patate cotte
3 cucchiai di zucchero
25 gr lievito di birra
6 gr sale
2 uova medie a temperatura ambiente
1 cucchiaino di estratto di vaniglia (facoltativo)


per la glassa

150 gr di zucchero a velo (più 5 cucchiai da aggiungere alla glassa rosa)
acqua calda qb
20 gr di burro
50 gr cioccolato fondente 
zuccherini colorati

Mescolare insieme tutti gli ingredienti (sbriciolando il lievito per unirlo agli altri ingredienti e poi stando attenti che si sia amalgamato bene col resto) 

Spennellate una ciotola con del burro e mettete l'impasto ottenuto. Fate lievitare per un'ora e mezza. Dopo, spolverate con abbondante farina il piano da lavoro, rovesciatevi sopra l'impasto, date una veloce impastata nuovamente e stendete ad uno spessore di un centimetro. Se non avete un coppapasta andrà benissimo anche una lattina di pomodori pelati aperta o una tazza dai bordi ben infarinati e per fare il cerchio interno un tappo delle bottiglie! 
Mettete le ciambelle in una teglia ricoperta di carta da forno. Rimpastate pure i ritagli e ricominciate fino ad esaurire la pasta. Fate lievitare per altri 40 minuti e poi friggete in abbondante e caldo olio di semi per pochissimi secondi da un lato e dall'altro e mettete le ciambelle a fare asciugare su un piatto coperto di carta assorbente.
Dopo di che, prepariamo la glassa: sciogliete il burro e mischiatelo allo zucchero. Aggiungete acqua quanto basta a creare un composto non troppo liquido  Dividetelo in due parti: in una aggiungerete i 5 cucchiai ulteriori di zucchero a velo e il colorante, nell'altra il cioccolato fondente sciolto.
Quando le ciambelline saranno tiepide, immergetele nelle glasse e se avete zuccherini colorati spargeteli subito sopra, perchè se la glassa si fredderà troppo, non si attaccheranno più!
Buon appetito!!

venerdì 19 ottobre 2012

La speedy pizza in padella di Jamie



Quando ricevo una critica, di primo acchito non è che la prenda proprio bene.. anzi.Mi ribolle il sangue e devo controllarmi con tutta me stessa per non aggredire l'infausto interlocutore. E non perchè mi senta brava, tutto il contrario! Proprio perchè non sento di fare mai abbastanza, mi sforzo fino alla frustrazione, quindi poi una critica mi da proprio la mazzata finale. Ma voglio cambiare, quindi quando mi si è detto "a te non piace la solitudine" ho prima tirato giù tutti i santi del calendario:come osavano? Io che, per dirne una, devo risolvere sempre IL problema logistico per eccellenza... la fine della carta igienica (con conseguenze acrobatiche notevoli, che includono lo stiramento quasi da una stanza all'altra mentre stai in squat, chi fa aerobica sa di che parlo). Dopo ciò ho detto "ok, ricominciamo" ed ho previsto degli esercizi che dovrebbero elevarmi da uno stato all'altro..
Siccome m'ero convinta che stare in un bar/locale da soli non fosse cosa per me, la prima cosa che ho fatto è stata una colazione in uno dei mille cafè qui..
Secondo esercizio: fare una pizza solo per me, altra cosa che non solo trovavo esagerata, ma soprattutto tristissima.
Ebbene, al bar mi sono rilassata tantissimo! Pret a manger è la morte. piccole cheesecake al limone infingarde che ti guardano dicendo "lo so che stamattina volevi noi".. e ci azzeccano pure.. Costa è più accogliente come ambiente, l'unica parola che mi viene in mente è Natale, e chi mi conosce sa che bene che quando lui è vicino io sono in brodo di giuggiole (e con vicino intendo AGOSTO..).
E una sera, per l'appunto, mi sono costretta a fare una pizza homemade. Pensavo di fare quelle dell'Araba, che poi è della Marthona d'oltre oceano,ma già quella mi sembrava lunga e complessa.. giuro, mi vergognavo pure a mettere su il teatrino della lievitazione, attese e così via.. come dite? Cosa c'è da vergognarsi?Stateci voi in una cucina a PIANGERE perchè queste cose le facevate con mamma e nipoti attorno (tutti vivi eh, quindi CHE TE PIAGNI A FA', IDIOTA??).
Caso volle che qui in casa abbia trovato un libro di Jamie Oliver, che guardavo con sospetto, perchè s'è comportato peggio del National Museum (alias, ci ha fregato tutte le cose italiane) ma cui mi sono arresa quando la signora con cui vivo m'ha presentato un piatto iper buono che vi riproporrò presto!
Insomma, c'era sta pizza che si fa in dieci minuti di orologio e allora l'uomo del monte, che poi sarei io, ha detto SI. 
E meno male!! Intanto non vi dico la soddisfazione quando il figlio mi ha chiesto "ma come l'hai impastata???" cercando l'impastatrice con lo sguardo.. tutto olio di gomito, amigo!
Il risultato poi, è stato di un buono pauroso, croccante, saporita, sono entusiasta! Ora quando la sera non so che preparare esco una tazza di acqua, una di farina, and that's it!!
Araba, there's a new sceriff in town!! ;)


Jamie's pizza in padella

1 tazza di farina
mezza tazza di acqua 
1 cucchiaio abbondante di olio
sale

Mettete a fontana la farina e il sale, versate piano l'acqua e l'olio e impastate giusto il tempo che si aggreghi il tutto. Riscaldate una padella, ungetela leggermente di olio e mettete l'impasto. Mettete subito la salsa e la mozzarella, altrimenti non avrete nessuna possibilità che si sciolga! Se però non dovesse comunque fondere, scegliete una padella che va anche in forno, così un attimo sotto il grill sistemerà tutto!! 
Buon appetito! 

mercoledì 10 ottobre 2012

Frolla al mais per biscotti e crostate golose!


Qui a Londra si respira addirittura aria di primavera, anche la sera, quando meno te l'aspetti.
E mi invento le occasioni per ridere un po' anche da sola soletta, tipo che ieri la ragazza con cui condivido la casa aveva dimenticato che il padrone di casa tornava nella sua legittima proprietà e mi ha scaraventato fuori dal letto urlando  "George heeeelp! There's somebody at the doors!!" (il mio nome non lo impareranno mai temo).
E rido perchè non solo lui, con quella voce da Babbo Natale "oh-oh-oh-it's me!" non ha spaventato manco me, e poi perchè nell'emergenza di tranquillizzarla ho cominciato a parlare italiano. Me ne sono resa conto quando mi sono chiesta " Ma perchè ancora ha il terrore negli occhi??".
E poi, non è per farmi i fatti loro eh, ma dove corrono sempre?? Io capisco nei giorni lavorativi, siamo tutti a prendere coincidenze, metro, bus, mongolfiera, qualsiasi cosa. Lo capisco.
Ma nel weekend?? No, davvero, ma ndo vanno?? Rilassarsi no eh?
E comunque tornerò una selvaggia, che qua spintone a te, vita mea..
E la domenica, me lo dite dove vanno con tutti quei bouquet? Io pensavo che nei film romanzassero un po' la cosa, invece evidentemente si tirano fiori dietro come se non ci fosse un domani (oltre selvaggia, tornerò anche più romantica).
E poi c'è questa storia di dire ad ogni piè sospinto "Thank you, thank you".
Anche quando la tipa ti riprende perchè hai fatto una ciofeca che non avevi capito che cavolo voleva. "Sei una stupida, te l'ho già detto, ma non capisci??".. Ok, non erano le esatte parole ma se esistono le espressioni un motivo ci sarà. Thank you n'par de ciufoli!
Evvvabbbè, che vi devo dì.. sono un popolo di homini correns, pignoli e pieni di fiori.. Ognuno.. =)

Questa frolla viene dal blog Cook&theCity di Sara e... fatela pleeeease (eh, la mia vena british) perchè è friabile, rustica e profumata da morire!
Sara la propone con un ripieno buonissimo. La mia idea geniale (modestia e simpatia portatemi via) risiede nell'aver aggiunto pasta di pistacchio invece delle pere.. se optate per questa, siate generosi ed aumentate di poco poco il miele da aggiungere. Dal momento che il pistacchio deve sentirsi, mettete un miele neutro.




Frolla al mais
Farina 00, 220 gr
Mais fioretto (o la più fine che trovate), 80 gr
Burro, 150
Zucchero al velo, 120
Uova, 4 tuorli (nella ricetta originale 3)
Rum, 1/2 bicchierino
Lievito per dolci, 1 cucchiaino raso
Sale, 1 cucchiaino

Ripieno
Ricotta di pecora, 350 gr
Panna da montare, 100 gr
Miele, 2 cucchiai colmi (o a gusto)
Vaniglia, semi di una bacca polposa
Rum, 1 bicchierino
Pere William sciroppate, 3 pere (omesse)
Cannella, 1 cucchiaino (omessa)
2 cucchiai di pasta di pistacchio

Montate burro e zucchero al velo; unite, poi, i 4  tuorli, uno alla volta, poi il rum.
Mischiate le farine insieme al sale e al lievito per dolci e disponetele a fontana su una spianatoia. Lavorate velocemente la frolla. Sara dice che la farina di mais ha un livello di assorbimento minore rispetto alla farina di frumento, nel caso risulti troppo morbida aggiungete un pizzico di farina bianca in più ( a me infatti è successo). Avvolgete la frolla in una pellicola e lasciatela in frigo almeno 2 ore (io tutta una giornata, l'ho fatta con moolta calma).
Per il ripieno, lavorate la ricotta con il miele, i semi della bacca di vaniglia e la cannella. Aggiungete le pere (se le avete previste) o la pasta di pistacchi.  Montate la panna e aggiungetela delicatamente, senza smontarla, dal basso verso l’alto.
Fate riposare il ripieno in frigo per 1 ora.
Riprendete la pasta e stendetela non troppo sottile (a  me piace molto sia molto presente, quasi invadente =). Foderate una teglia (24 Ø), imburrata e infarinata, e riempitela con il ripieno di ricotta. Coprite con un’altro disco di pasta.. Se volete potete decorare la torta con i ritagli di pasta avanzata (come ho fatto io) oppure distribuire dello zucchero semolato. Infornate a 180° per 40 minuti circa o fino a doratura della torta.


domenica 30 settembre 2012

London Chronicles #1

Le cose che ho imparato adesso che sono a Londra:

1) Ti sentirai sempre più bruttina di qualche figah-paura, alta un metro ed un Big Ben, dai capelli lunghi e fluenti, leggins e stivali come Sienna Miller nel film "Alfie"... e tu sei appena uscita dalla metropolitana, con la tua sciarpina e maglia della salute, il capello traumatizzato da quelle cavolo di correnti tra un treno brulicante di gente e l'altro, stringendo la cartina della tube con lo stesso sguardo spaurito che presumibilmente ebbero Hansel e Gretel con le loro mollichine, che Dio li abbia in gloria (mi dicono dalla regia che in realtà non sono morti, buon per loro)

2) Ti sentirai sempre più carina di qualche tarchiata donna con sederozzo talmente importante da non garantirle una corretta deambulazione o dell'anoressica hipster.

3) Quando meno te l'aspetti, quando ti perdi , quando hai bisogno di chiarimenti importanti su cose che potenzialmente ti salvano la vita (come l'Oyster Card =P) e vorresti dire al tipo che ti da le istruzioni "E BASTA CO' STA FARSA DELL'INGLESE, ABBIAMO CAPITO CHE LO SAI PARLARE, ORA TORNA SERIO" dimenticandoti che lui non ostenta la lingua, lui solo questa sa parlare, povero diavolo. Dicevo, quando ti stanno per uscire gli occhi dalle orbite, arriva l'italiano, in genere napoletano o romano, che ti illumina sulla Via di Damasco (e che tu guardi come se avessi visto la Madonna, devo riappropiarmi della mia mimica facciale, farò le prove davanti lo specchio..)

4) Se poco poco sei sovrappensiero e guardi le macchine potrebbe, e dico potrebbe, prenderti un attacco di panico nell'osservare che dove dovrebbe esserci il conducente non c'è nessuno. Poi ti rendi conto che guidano al contrario, e l'infarto passa.

5) Ti rendi conto che guidano al contrario quando per attraversare guardi sulla destra, come ti hanno insegnato fosse cosa buona e giusta da fare. E l'infarto ritorna.

6) Ci sono fermate che sanno di favola e ti strappano sempre un sorriso un po' ebete (che te frega, quelle persone non le rivedrai mai più =P).. come Shepherd's Bush Market, Manor House, Barons Court, Elephant and Castel.. non sono buffissimi? =)

E insomma, la lista continuerà, me lo sento.. se mi piace questa città? E' piena di stimoli, è organizzata.. ma devi sempre fare i conti con la solitudine e l'assenza di tutti i tuoi affetti più cari.. Goditela, mi dicono.. sarà fatto, ma mai senza dimenticare da dove vengo ed a chi appartengo..

Come prima cosa, dove potevo andare? No, ditemi voi, dove potevo andare?? Al borough Market ovviamente, vicino al Tower Bridge, nato sotto i ponti della ferrovia, organizzatissimo, con cibo di qualità a buon presso, tipicità da tutto il mondo, inglesi,  italiane,  tedesche, spagnole and so on...

Beccatevi la carrellata di immagini del mio venerdì di fuoco =) Enjoy!


























Il mio pranzo: una paella buonissima di cui replicherò la ricetta al più presto!!




Avevo freddo e questa bibita fumava, quindi mi sembrava di buon auspicio.. poi mi sono resa conto che era alcolica, quando la testa ha cominciato a girare.. salvatemi da me stessa!!



Sante parole =P


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